Warner Bros. rialza la posta e concede sette giorni a Paramount, ma il sì a Netflix resta in calendario
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Redazione Economia
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La guerra per il controllo di Warner Bros. Discovery, un asset dal valore di decine di miliardi di dollari, conosce un nuovo e decisivo capitolo, destinato a ridefinire gli equilibri nell’industria dell’intrattenimento globale. Il consiglio di amministrazione della major, infatti, dopo settimane di trattative serrate e altrettanti rifiuti, ha ufficialmente riaperto una finestra di sette giorni per discutere con Paramount Skydance, concedendo alla società guidata da David Ellison l’opportunità di formulare quella che è stata definita la “migliore e definitiva proposta”. Una mossa che giunge come un fulmine a ciel sereno, considerando che solo poche ore prima Warner aveva ribadito la sua preferenza per l’offerta di Netflix, fissando addirittura per il 20 marzo l’assemblea speciale degli azionisti chiamati a votare la fusione con la piattaforma di streaming guidata da Reed Hastings.
I dettagli dell’ultimatum e la clausola che tiene in vita Netflix
La concessione di questa breve tregua negoziale, che scadrà improrogabilmente il 23 febbraio, è stata resa possibile da una deroga speciale accordata dalla stessa Netflix, un elemento questo che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda che ormai ha i contorni di una soap opera. La piattaforma streaming, che ha già un accordo vincolante per l’acquisto di una parte sostanziale degli asset di Wbd, compresi gli studi cinematografici e HBO, per un corrispettivo di 27,75 dollari per azione, ha concesso a malincuore questo spazio di manovra, pur definendo in una nota piuttosto piccata le mosse di Paramount come delle semplici “buffonate”. La deroga, nelle intenzioni della società di Los Gatos, serve a mettere fine alle distrazioni per gli azionisti e per l’intero settore, ma è bene sottolinearlo, Netflix mantiene intatto il diritto di eguagliare qualsiasi offerta migliore dovesse arrivare dal fronte rivale.
L’offerta rilanciata da Paramount e i nodi irrisolti
Paramount Skydence, che sta conducendo una campagna di acquisto ostile, aveva recentemente messo sul piatto un’offerta rivista al rialzo che si attesta sui 30 dollari per azione, ma che in privato, attraverso un rappresentante, è stata portata a un potenziale 31 dollari per azione. Un rilancio che mira a riaprire un confronto che sembrava ormai chiuso, ma che per il board di Warner presenta ancora delle “carenze irrisolte” e delle ambiguità, specialmente per quanto riguarda la solidità del pacchetto finanziario e le clausole operative provvisorie contenute nelle bozze di accordo. Nella lettera inviata al board di Paramount, il management di Wbd è stato chiaro nel chiedere delucidazioni su queste discrepanze, in particolare per quanto concerne il finanziamento dell’operazione e la gestione del debito, cercando di capire se l’offerta possa davvero considerarsi superiore a quella già siglata con Netflix.
Lo scenario e il braccio di ferro finanziario
La posta in gioco, per tutti gli attori coinvolti, è di una portata storica. L’offerta di Paramount, che mira ad acquisire l’intera galaxia Warner compresa la Cnn, ammonta a circa 108 miliardi di dollari, una cifra che supera di gran lunga gli 82,7 miliardi stanziati da Netflix per la sola divisione intrattenimento. Ciononostante, il consiglio di amministrazione di Wbd continua a raccomandare all’unanimità ai propri azionisti di respingere l’offerta del gruppo di Ellison, ritenendo la strada con Netflix meno rischiosa dal punto di vista normativo e finanziariamente più certa, nonostante le critiche della stessa Paramount, che punta il dito contro i fondi sovrani stranieri che sostengono l’operazione del rivale e i potenziali rischi per la sicurezza nazionale che questi comporterebbero. Da qui al 23 febbraio, gli studi di Hollywood saranno quindi il teatro di un negoziato serrato, con Netflix pronto a tornare alla carica e Paramount costretta a giocarsi il tutto per tutto in quella che potrebbe essere la sua ultima chance.




