Feltri respinge le dimissioni, caos in Consiglio regionale
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Redazione Interno
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Vittorio Feltri, giornalista e consigliere regionale lombardo, ha recentemente suscitato un acceso dibattito in Consiglio regionale a seguito delle sue controverse dichiarazioni sui ciclisti. Durante un incontro, Feltri ha affermato che i ciclisti "mi piacciono solo quando vengono investiti", scatenando una serie di reazioni indignate da parte delle opposizioni e di vari gruppi di ciclisti. Questi ultimi, riunitisi davanti alla sede del Consiglio regionale, hanno chiesto le dimissioni del consigliere, ritenendo le sue parole un insulto a chi ha sofferto e a chi non c'è più a causa di incidenti stradali.
Nonostante le pressioni, Feltri ha ribadito la sua posizione, dichiarando di non dover chiedere scusa per le sue opinioni e di essere stato eletto dal popolo, non da "quei quattro deficienti". La mozione urgente presentata dal Partito Democratico per chiedere le sue dimissioni è stata respinta, generando ulteriore caos in aula. Feltri ha accusato i suoi detrattori di distorcere le sue parole per divertimento, sostenendo che le piste ciclabili rappresentano una iattura per Milano, come dimostrato dal numero di incidenti verificatisi.
Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, ha condannato fermamente le affermazioni di Feltri, definendole un incitamento alla violenza stradale. Tuttavia, la richiesta di discutere le dimissioni del consigliere è stata bocciata, lasciando Feltri al suo posto. La vicenda ha evidenziato le profonde divisioni all'interno del Consiglio regionale e ha sollevato interrogativi sulla responsabilità dei rappresentanti eletti nel moderare il proprio linguaggio e nel rispettare le sensibilità altrui.
La controversia intorno a Vittorio Feltri e alle sue dichiarazioni sui ciclisti continua a far discutere, mettendo in luce le tensioni politiche e sociali che attraversano il Consiglio regionale lombardo.




