Armao, la Procura di Palermo chiede l'arresto per corruzione: perquisiti studi e abitazione
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Redazione Interno
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La richiesta di arresto è arrivata venerdì, firmata dai pubblici ministeri della Procura di Palermo, e riguarda nove persone. Al centro del fascicolo c'è l'avvocato Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione Siciliana dal 2017 al 2022 e, fino allo scorso agosto, presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.
La sua figura è quella di un amministrativista di lungo corso, passato attraverso stagioni politiche diverse, da assessore all'Economia con il governo di Nello Musumeci a consigliere giuridico del presidente Renato Schifani, incarico dal quale si è dimesso con effetto immediato dopo le perquisizioni.
Le tre contestazioni
I reati ipotizzati a vario titolo sono corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le somme sarebbero formalmente confluite su conti riconducibili all'avvocato Pierluigi Matta, indicato come intermediario, sotto forma di compensi per consulenze mai svolte; il denaro sarebbe poi stato prelevato in contanti e consegnato ad Armao.
Il primo episodio riguarda il gruppo Cva, Compagnia Valdostana delle Acque, attivo nelle rinnovabili: l'ex vicepresidente avrebbe intascato tangenti, a più riprese, dall'ex amministratore delegato Giuseppe Argirò e dal co-direttore Marco Malacarne Gentile, aprendo loro le porte dei Dipartimenti regionali dell'Ambiente e dell'Energia e accelerando le pratiche di valutazione di impatto ambientale pendenti davanti alla commissione che presiedeva. Per i due manager la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari.
La seconda contestazione coinvolge Sergio Vella, titolare della Seap Bio Energy srl: in cambio di denaro, Armao avrebbe individuato i funzionari cui assegnare l'istruttoria propedeutica alla Via per un progetto di impianto di selezione rifiuti e produzione di biometano da realizzare ad Aragona, in provincia di Agrigento.
Il terzo episodio chiama in causa le cure palliative: dietro un compenso di seimila euro, l'avvocato avrebbe fatto pressioni sull'ex dirigente dell'assessorato alla Salute Salvatore Iacolino per bloccare un decreto che ampliava il numero delle società convenzionate, favorendo così la Samo onlus e il suo presidente Luigi Zancla, per il quale sono stati chiesti i domiciliari.
Gli altri indagati e la posizione di Armao
Nell'elenco degli indagati figurano anche il deputato regionale autonomista Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell'ex governatore Raffaele Lombardo, e l'avvocato Pierluigi Matta. Le perquisizioni hanno riguardato l'abitazione di Armao, gli studi legali di Palermo e Roma e alcuni uffici regionali.
L'avvocato si è dimesso dall'incarico di consigliere giuridico del presidente Schifani, definendo le accuse "prive di fondamento" e rivendicando la natura collegiale delle decisioni della Commissione Tecnica Specialistica, un organo composto da oltre cinquanta membri che approva i pareri nella quasi totalità dei casi all'unanimità. Armao ha anche precisato di non ricoprire più la presidenza dell'organismo dal 9 agosto.
Il procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia, ha richiamato la presunzione di non colpevolezza: la richiesta di misura cautelare dovrà ora passare al vaglio del giudice per le indagini preliminari, dopo gli interrogatori preventivi degli indagati.
Il quadro delle autorizzazioni ambientali
La Commissione Tecnica Specialistica è l'organismo regionale che valuta l'impatto ambientale dei nuovi progetti, in particolare impianti eolici e fotovoltaici, il cui via libera è necessario per ottenere le autorizzazioni. Si tratta di un passaggio cruciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sicilia, un settore nel quale sono in gioco investimenti rilevanti.
Le indagini della Procura di Palermo hanno acceso i riflettori sui meccanismi decisionali di questo snodo amministrativo, dove la scelta dei funzionari cui assegnare le istruttorie e la gestione dei tempi delle pratiche possono incidere in modo determinante sull'esito dei procedimenti.
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