Ucraina, trattative lontano dai riflettori mentre la guerra continua

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli Stati Uniti, pur sostenendo Kiev con aiuti militari e diplomatici, mantengono aperto un canale con Mosca, in un doppio gioco di equilibri che riflette la complessità del conflitto. Se da un lato Washington deve affrontare con la Russia questioni spinose, che vanno dalla ridefinizione dei rapporti bilaterali alla gestione del dossier ucraino, dall’altro con Kiev le trattative si concentrano su dettagli ancora tutti da definire. Tra questi, gli accordi sulle terre rare e sul nucleare civile, ma soprattutto i nodi politici: dalle garanzie di sicurezza per l’Ucraina post-bellica alla possibilità di elezioni una volta revocata la legge marziale.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito che l’Italia – nonostante le sanzioni votate contro Mosca e la partecipazione al vertice di Parigi del 27 marzo, dove si è discusso di mantenerle – è pronta a riallacciare rapporti con la Russia "una volta finita la guerra". Una posizione che, seppur in linea con la politica atlantista, lascia intravedere margini di dialogo. Ma la fine delle ostilità appare ancora lontana, mentre la retorica di Mosca continua a mescolare provocazioni e aperture.

Vladimir Putin, del resto, non ha perso occasione per alimentare ambiguità. Commentando i piani di Donald Trump per l’annessione della Groenlandia, li ha definiti "storicamente fondati", in un’allusione trasparente alle rivendicazioni russe sull’Ucraina. Intanto, la Cina ha rilanciato le tensioni nel Pacifico con esercitazioni militari attorno a Taiwan, dimostrando come il conflitto ucraino sia solo uno dei fronti di un confronto globale sempre più polarizzato

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