Coloni israeliani attaccano Taybeh, incendiati terreni e minacciata chiesa storica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un gruppo di coloni israeliani, protetti dalla presenza dei militari, ha dato alle fiamme stamane terreni agricoli nel villaggio cristiano di Taybeh, a pochi chilometri da Ramallah, in Cisgiordania. Le fiamme, divampate a ridosso delle abitazioni, hanno lambito la chiesa di Al-Khader, edificio cinquecentesco dedicato a San Giorgio, costringendo i vigili del fuoco a un intervento tempestivo per evitare che l’incendio si estendesse ulteriormente.

L’episodio, che si inserisce in una lunga serie di aggressioni ai danni delle comunità palestinesi, ha provocato la reazione immediata delle autorità ecclesiastiche locali. I patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno visitato Taybeh – ultimo villaggio interamente cristiano in Palestina – esprimendo solidarietà e denunciando l’inerzia delle forze di sicurezza israeliane. «Non c’è applicazione della legge», ha dichiarato il cardinale Pizzaballa, riferendosi alla mancata protezione dei residenti nonostante le ripetute intimidazioni.

«Denunciamo l’occupazione illegittima della terra e le violenze criminali dei coloni», hanno affermato i leader religiosi, sottolineando come la comunità internazionale debba intervenire per garantire la sicurezza degli abitanti. «Non siamo stranieri, né un’ombra destinata a scomparire», hanno aggiunto, rivendicando il diritto a vivere senza minacce.

L’attacco a Taybeh riaccende i riflettori sulle tensioni in Cisgiordania, dove gli insediamenti israeliani continuano a espandersi nonostante le condanne internazionali. Le autorità locali accusano da tempo i coloni di estrema destra di agire indisturbati, con il tacito sostegno di una parte dell’esercito, mentre i residenti palestinesi – cristiani e musulmani – subiscono danni alle proprietà e alle infrastrutture senza ottenere giustizia.

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