Roma lancia il Piano Caldo dopo un 2025 da record di caldo
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Redazione Interno
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Il Piano Caldo Roma si inserisce dopo che il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991 nella Capitale. Lo evidenzia il secondo report di monitoraggio climatico di Roma Capitale, realizzato in collaborazione con la Fondazione CMCC (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici). Secondo lo studio, l’anno ha registrato oltre 40 giornate con temperature superiori ai 35 gradi, insieme a 101 notti tropicali e una stagione invernale caratterizzata da valori miti e assenza di giorni di gelo. Il quadro restituisce un andamento climatico segnato da eventi estremi e da una persistenza del caldo anche nei mesi tradizionalmente più freddi.
Roma e il 2025 tra caldo estremo e notti tropicali
Il 2025 rientra tra i primi cinque anni più caldi per Roma dal 1991, con un accumulo di condizioni estreme che hanno inciso in modo costante sull’intero arco dell’anno. Il report segnala 41 giornate definite “torride”, con temperature oltre i 35 gradi, un dato che si accompagna alle oltre 40 giornate già indicate con soglie simili. A questi valori si sommano 101 notti tropicali, in cui la temperatura non è scesa sotto i 20 gradi, un elemento che contribuisce a descrivere una continuità del caldo anche nelle ore notturne e un impatto prolungato sul comfort urbano.
All’interno dello stesso quadro climatico emerge anche l’assenza di giorni di gelo, segnale di una stagione invernale particolarmente mite rispetto alla serie storica dal 1991. Il secondo report di monitoraggio climatico di Roma Capitale, realizzato con la Fondazione CMCC, colloca questi dati in un percorso di osservazione continuativa avviato nel 2024. L’analisi complessiva mette in relazione le variazioni termiche con la crescente frequenza di eventi estremi, evidenziando una tendenza che attraversa stagioni differenti senza interruzioni significative.
Il Piano Caldo Roma e le misure contro le ondate di calore
Il Piano Caldo Roma è stato presentato in Campidoglio con la partecipazione del sindaco Roberto Gualtieri e degli assessori all’Ambiente Sabrina Alfonsi, ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, all’Urbanistica Maurizio Veloccia e al Sociale Barbara Funari. La proposta si inserisce come prima strategia strutturata in Italia per affrontare le ondate di calore nei quartieri attraverso interventi integrati. Il piano prevede un’articolazione su 10 linee d’azione e 30 misure concrete, con un investimento complessivo di 50 milioni di euro distribuiti in cinque anni.
Tra gli elementi centrali del Piano Caldo Roma figura anche la previsione di 660 rifugi climatici, pensati per offrire supporto durante le fasi di afa più intensa. L’impostazione del progetto punta a rafforzare i servizi e l’assistenza nelle situazioni di emergenza legate al caldo estremo, intervenendo sulle aree urbane più esposte. Roma viene così descritta come un contesto di sperimentazione per strategie di adattamento climatico, con interventi orientati alla riduzione dell’impatto delle temperature elevate e alla gestione delle criticità nei diversi quartieri della città.




