Europa in fiamme, tra caldo record e incendi fuori controllo
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Redazione Esteri
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Mentre l’estate 2025 si conferma una delle più torride degli ultimi decenni, mezza Europa è stretta nella morsa di un’ondata di calore che non accenna a placarsi, trasformando intere regioni in teatri di emergenze incendi e crisi sanitarie. Dalla Grecia alla Spagna, passando per i Balcani, le temperature hanno superato ripetutamente i 40 gradi, alimentando roghi che divorano foreste, campi coltivati e persino centri abitati, costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case.
In Grecia, dove le fiamme hanno lambito le isole Ionie, gli hotel di Zante sono stati evacuati in fretta e furia, mentre il fumo oscurava il cielo. Ma è la Spagna a pagare il prezzo più alto: oltre 1.700 decessi legati al caldo dall’inizio della stagione, con un agricoltore morto nelle campagne riarse, e quasi seimila evacuati in poche ore a causa di incendi che hanno distrutto abitazioni e danneggiato siti storici. "La variabile chiave è quanto è secco il legno", osservano gli esperti, sottolineando come la prolungata siccità abbia creato le condizioni ideali per la propagazione delle fiamme, aggravate da venti impetuosi.
Non va meglio in Portogallo, dove tre fronti di fuoco stanno devastando boschi e coltivazioni, o in Albania, dove 34 mila ettari sono già andati in cenere da luglio. Anche la Francia non è immune: nel Sud-Ovest, 14 dipartimenti sono rimasti in allerta rossa fino alle 6 di oggi, con picchi di 43 gradi che hanno messo a dura prova la popolazione e i servizi di emergenza.
Nei Balcani, intanto, l’anticiclone ha spinto le temperature a livelli senza precedenti: a Tirana si sono toccati i 43,6°C, un record assoluto per la capitale albanese. MeteoWeb definisce il 12 agosto una data simbolo di questa estate infernale, con città e infrastrutture al collasso sotto il peso di un caldo che non dà tregua.




