Pos e registratori di cassa, pubblicata la guida dell’Agenzia delle Entrate per il nuovo collegamento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’obbligo di connettere, seppur solo in via telematica e amministrativa, i dispositivi di pagamento elettronico con i registratori telematici, è una realtà con cui gli esercenti devono ormai fare i conti. L’Agenzia delle Entrate, per districare la matassa di adempimenti che la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto con decorrenza dal primo gennaio di quest’anno, ha messo a punto e pubblicato nei giorni scorsi una vera e propria guida operativa. Il documento, pensato per i commercianti e per i professionisti che li assistono, non si limita a elencare le norme, ma scende nel dettaglio della procedura da seguire, offrendo risposte ai quesiti più frequenti e delineando soluzioni organizzative per chi, ad esempio, gestisce più punti vendita o diverse sedi. L’obiettivo, dichiarato, è quello di rendere meno impervio l’intero iter amministrativo che porterà all’abbinamento formale tra i Pos, siano essi fisici o virtuali, e gli strumenti di certificazione fiscale -1.

Un adeguamento digitale, nessun cavo da collegare

Uno degli aspetti su cui la documentazione diffusa dall’Agenzia insiste maggiormente, e che contribuisce a fugare molti equivoci, riguarda la natura stessa del collegamento. Non si tratta, e va sottolineato con chiarezza, di un’integrazione fisica tra due macchine, né tantomeno di un intervento tecnico che richieda saldature o cavi aggiuntivi. L’adeguamento normativo si sostanzia in una procedura digitale da compiere esclusivamente attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”, l’area riservata del sito dell’Amministrazione finanziaria alla quale si accede con credenziali Spid, Cie o Cns -4-6. L’esercente, o un intermediario da lui delegato come può essere il commercialista, dovrà associare la matricola del proprio registratore telematico, quello già censito e utilizzato per la trasmissione dei corrispettivi giornalieri, con il dato identificativo univoco di ogni singolo Pos di cui è titolare -7.

A facilitare l’operazione, la procedura mostrerà un elenco precompilato degli strumenti di pagamento elettronico riconducibili al contribuente, informazioni queste che gli operatori finanziari hanno l’obbligo di comunicare all’Anagrafe Tributaria. Per chi utilizza la procedura web “Documento Commerciale on line” invece del registratore fisico, l’abbinamento potrà essere effettuato direttamente all’interno di quella stessa interfaccia, mantenendo così una coerenza di fondo con le diverse modalità operative già in essere -5-7.

Tempistiche da rispettare tra finestre e scadenze

Il cronoprogramma per mettersi in regola è stato definito con precisione, prevedendo una partenza graduale per non creare intoppi. Il servizio online che consente di effettuare i collegamenti diventerà operativo nei primissimi giorni del mese di marzo del 2026: la data esatta verrà comunicata con un apposito avviso sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, un dettaglio non secondario per chi deve organizzarsi per tempo -1-5. Da quel momento, scatterà il conteggio dei 45 giorni concessi a tutti quei commercianti che avevano già un contratto di convenzionamento per il Pos attivo nel mese di gennaio. Entro metà aprile, dunque, dovranno aver completato l’associazione tutti coloro i cui dispositivi erano già in funzione al primo dell’anno -3-8.

Per i Pos attivati successivamente al trentuno gennaio, invece, le regole cambiano e si fanno più ricorrenti. L’abbinamento, in questi casi, dovrà essere effettuato in una finestra temporale ben precisa che va dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione fino alla fine di quello stesso mese. Se, per fare un esempio concreto, un nuovo terminale venisse attivato il primo febbraio, l’esercente avrà tempo dal sei al trenta aprile per registrare il collegamento; analogamente, per uno attivato a marzo, la finestra utile sarà quella compresa tra il sei e il trenta giugno -3-4. Lo stesso meccanismo si applicherà anche in caso di variazioni, sostituzioni o dismissioni dei vecchi dispositivi, obbligando di fatto a un monitoraggio costante della propria dotazione strumentale.

Il perimetro dell’obbligo e le esclusioni previste

La guida dell’Agenzia, attraverso le Faq e i manuali tecnici, chiarisce anche chi è tenuto all’adempimento e chi, invece, ne resta fuori. L’obbligo di collegamento riguarda tutti i soggetti che certificano i corrispettivi tramite registratore telematico o attraverso la procedura web del Documento Commerciale on line e che, parallelamente, accettano pagamenti elettronici -1. La ratio è quella di consentire all’Amministrazione finanziaria un monitoraggio incrociato e più puntuale tra gli importi incassati con carte e strumenti tracciabili e i corrispettivi giornalieri comunicati al fisco -2. Vi sono però delle eccezioni espressamente indicate. Non devono procedere all’abbinamento, ad esempio, coloro che emettono esclusivamente fattura per tutte le loro operazioni, né i gestori di distributori automatici, di carburanti o di ricariche per veicoli elettrici, così come sono escluse le vendite di generi di monopolio, sempre che siano pagate con moneta elettronica -3. Una precisazione importante, quest’ultima, che evita inutili adempimenti a intere categorie merceologiche.

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