Scadenze fiscali, la settimana del 7-13 settembre 2026 tra rottamazione quater e fatture elettroniche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settimana che va dal 7 al 13 settembre 2026, sebbene non sia caratterizzata da un carico di scadenze particolarmente gravoso per la generalità dei contribuenti, presenta comunque alcuni appuntamenti fiscali di rilievo che è opportuno non trascurare.

Due, in particolare, sono i fronti sui quali si concentrano le attenzioni di chi deve fare i conti con il Fisco: da un lato, la finestra temporale per aderire alla cosiddetta rottamazione quater, e dall'altro, l'obbligo di monitoraggio e versamento dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche, un adempimento ormai strutturale per molte realtà imprenditoriali e professionali.

Rottamazione quater, ultimi giorni per aderire

Il primo appuntamento, in ordine di tempo, è quello che scade il 7 settembre 2026 e riguarda una platea specifica di contribuenti, ovvero coloro che hanno presentato domanda per la definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione e che hanno scelto la rateizzazione del pagamento. Si tratta dell'ultimo giorno utile per effettuare il versamento della quarta rata, relativa al periodo in corso, per chi ha optato per il piano di ammortamento del debito fiscale.

L'adempimento, che interessa i soggetti che hanno già avuto accesso alla misura, rappresenta un passaggio cruciale per non decadere dai benefici della rottamazione e per evitare il ripristino delle somme originarie, comprensive di interessi e sanzioni.

La verifica delle fatture elettroniche per l'imposta di bollo

Parallelamente, entro il 13 settembre 2026 scade il termine per le verifiche relative all'imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre dell'anno. Le imprese e i professionisti che superano la soglia annua di 5.000 euro di bollo, calcolata in base al volume d'affari, devono provvedere al calcolo del tributo dovuto sui documenti digitali trasmessi allo SdI (Sistema di Interscambio) tra aprile e giugno. La scadenza impone un controllo accurato delle fatture emesse, per determinare l'ammontare dell'imposta versata in acconto e saldare eventuali differenze.

La mancata o errata liquidazione, come noto, espone al rischio di sanzioni, motivo per cui molti intermediari e uffici contabili stanno in questi giorni lavorando per mettere a punto le pratiche.

Il rientro dalle ferie e la ripresa dei controlli fiscali

Il mese di settembre, per sua natura, segna il ritorno alla piena operatività degli uffici pubblici e, di conseguenza, anche dell'Agenzia delle Entrate. Come ogni anno, l'attività di controllo e accertamento riprende con slancio dopo la consueta sospensione estiva, che copre l'intero mese di agosto e si conclude il primo settembre. Un altro periodo di stop, peraltro, è previsto a dicembre in concomitanza con le festività natalizie.

Questa pausa, che mira ad alleggerire il carico burocratico e a non gravare sugli uffici nei momenti di maggiore difficoltà logistica, si traduce, con l'arrivo dell'autunno, in un'intensificazione delle comunicazioni e delle richieste di chiarimento da parte del Fisco.

Partite IVA, il dialogo su Pos e redditi si riapre

In quest'ottica, per migliaia di lavoratori autonomi e imprese, l'agenda si arricchisce di un capitolo importante, ovvero la gestione delle lettere di compliance che l'Agenzia delle Entrate aveva inviato nelle ultime settimane di luglio. Questi avvisi, che riguardano principalmente le anomalie riscontrate sui dati trasmessi dai Pos (gli incassi con carte di credito e debito) e sugli indicatori di capacità contributiva (ISA), necessitano ora di una risposta concreta.

I destinatari delle comunicazioni, tramite l'area riservata del Cassetto Fiscale, possono visionare i dettagli delle segnalazioni e hanno due strade percorribili: fornire chiarimenti e documentazione a sostegno della propria posizione, oppure procedere al versamento delle somme eventualmente dovute per sanare le incongruenze.

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