Sanremo, il festival può davvero cambiare città? Viareggio sogna di sostituirla
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da settant’anni, Sanremo è sinonimo del Festival della Canzone Italiana, un binomio che sembrava indissolubile. Eppure, per la prima volta, quel legame potrebbe spezzarsi. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Rai sta valutando l’ipotesi di spostare altrove la kermesse, aprendo un confronto serrato con il Comune ligure e mettendo in discussione un’identità costruita decennio dopo decennio.
Le tensioni, in realtà, non sono nuove. Già a dicembre, il TAR della Liguria aveva stabilito che Sanremo potesse bandire una gara pubblica per assegnare i diritti dell’evento a qualsiasi emittente interessata, riducendo così il monopolio della Rai. Ma il vero punto di rottura sarebbe arrivato dopo le richieste economiche avanzate dal comune, considerate troppo onerose dalla tv pubblica. Alcune case discografiche, inoltre, avrebbero minacciato di ritirarsi dalla competizione qualora la Rai avesse accettato i rincari, alimentando l’ipotesi di un trasloco.
Tra le città pronte a raccogliere il testimone, Viareggio sembra avere le carte in regola per diventare la nuova sede. La Versilia, con il suo patrimonio turistico e la vocazione allo spettacolo, rappresenterebbe un’alternativa credibile, anche se il cambio di location solleva dubbi sull’identità stessa dell’evento. C’è chi parla di un festival itinerante, capace di valorizzare le bellezze italiane: Torino, già palcoscenico dell’Eurovision nel 2022, la Costiera Amalfitana, la Riviera Romagnola o la Puglia. Ma è davvero possibile immaginare la kermesse senza il suo legame con Sanremo?




