Il Palermo sonda il terreno per Dybala, ma la Joya dice no: il retroscena di mercato
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Redazione Sport
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Il calciomercato estivo, come ogni anno del resto, non smette mai di riservare sorprese clamorose o quantomeno tentativi, a volte arditi, capaci di scuotere l’opinione pubblica sportiva; ne è un esempio la suggestione, rivelata dalla Gazzetta dello Sport, che ha visto il Palermo avvicinarsi per un breve istante (il tempo di una telefonata) a Paulo Dybala.
A lanciare il sasso nello stagno, alimentando un sogno che nei giorni scorsi aveva già preso corpo in alcune indiscrezioni, è stato il diesse rosanero Carlo Osti, il quale ha deciso di varcare la soglia della Roma pur di riportare in Sicilia la “Joya”.
L’operazione, va detto sin da subito, non ha mai avuto una reale possibilità di concretizzarsi, eppure rappresenta un indicatore preciso delle ambizioni che il City Football Group intende imprimere al progetto tecnico affidato a Filippo Inzaghi.
Per comprendere la genesi di questa operazione – definita da molti “di pura follia” – bisogna ricostruire i passaggi chiave che hanno portato il club rosanero a sperare in un clamoroso ritorno: l’attuale direttore sportivo, il cui rinnovo contrattuale è ormai imminente e verrà ufficializzato a stretto giro, ha colto al volo l’occasione offertagli dall’ormai ex dirigente giallorosso Ricky Massara per farsi mettere in contatto con l’entourage del numero 21.
La proposta contrattuale (sostanziosa, si mormora, ma in linea con i paletti imposti dalla Serie B) è stata recapitata e, come svelato nelle ultime ore, ha ricevuto un cortese ma categorico rifiuto.
Le cifre del corteggiamento e la strategia del rinnovo
Dybala, nonostante l’amore mai nascosto per la piazza che lo lanciò nel grande calcio italiano (quella del “Barbera” che lo vide protagonista prima del volo a Torino), ha dunque declinato l’invito a fare ritorno in riva allo Stretto.
L’attaccante argentino sta infatti lavorando a stretto contatto con il club di Gian Piero Gasperini per definire i dettagli di un rinnovo biennale; stando a quanto filtra dagli ambienti capitolini, l’accordo dovrebbe legare la Joya alla Roma fino al 2028, sebbene la cifra dell’ingaggio subirà una riduzione sostanziosa rispetto agli attuali 8,5 milioni di euro (si parla di un tetto massimo di 4 milioni più bonus legati alle presenze e ai gol).
Il Palermo, da par suo, aveva preparato un piano economico importante per convincerlo, un investimento che avrebbe rappresentato il trasferimento più mediatico dell’intera storia della cadetteria, ma evidentemente la volontà del calciatore era quella di restare nella Capitale, dove si trova bene e dove può continuare a giocare ad alti livelli senza cambiare regione.
In attesa di capire se questa sola voce di mercato sarà seguita da altri colpi di scena, la dirigenza siciliana è già al lavoro per definire la rosa a disposizione di Inzaghi. Il tecnico, reduce da un’annata conclusasi con la delusione dei playoff (battuto dal Venezia), sta spingendo per un profondo rinnovamento tattico: l’idea è quella di abbandonare il 3-4-2-1 per passare a un più gagliardo 4-2-3-1, modulo che richiede una batteria di trequartisti numerosa e di qualità.
Ecco perché, fallito il colpo Dybala, gli occhi del club si sono concentrati su altri profili; tra questi spicca il nome di Mattia Liberali (classe 2007), talento del Catanzaro molto apprezzato da Inzaghi, anche se la trattativa non sarà semplice date le richieste del club calabrese.
La strategia sulle pedine inamovibili e i rientri dai prestiti
Parallelamente alle suggestioni, il Palermo deve fare i conti con la pianificazione ordinaria del mercato, che parte dalle riconferme di alcuni pilastri dello spogliatoio. La società, dopo il summit di Manchester con la proprietà, ha già blindato il bomber Joel Pohjanpalo (24 reti in campionato, intoccabile) e il centrocampista Filippo Ranocchia, mentre si lavora al prolungamento per il portiere Jesse Joronen e per il capitano Mattia Bani.
Le gerarchie sono chiare: si punta a mantenere l’ossatura della squadra che ha chiuso al quarto posto, limando gli angoli con innesti mirati. Sul fronte delle cessioni, invece, si registrano le partenze dei rientri dai prestiti: Davide Veroli farà ritorno al Cagliari, Rui Modesto all’Udinese e Samuel Giovane all’Atalanta, mentre per profili come Emmanuel Gyasi (deludente) o il giovane Giacomo Corona (corteggiato da mezza B) si valuteranno le offerte in entrata.
L’unico cruccio rimane legato alla zona offensiva, dove, oltre a Pohjanpalo, solo pochi elementi (Palumbo e Johnsen su tutti) hanno garanzie di conferma, mentre Jeremy Le Douaron potrebbe salutare vista la resa altalenante.




