Emicrania, una patologia sociale e di genere: al via l'Open Day con visite e consulenze negli ospedali
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Redazione Salute
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Si è tenuta ieri, mercoledì 17 giugno, la webconference organizzata dall'Azienda USL Toscana nord ovest dal titolo "Emicrania: ascoltare, comprendere e curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure". L'iniziativa, che rientrava nell'ambito dell'Open Day dedicato all'emicrania promosso da Fondazione Onda ETS, ha visto la partecipazione di 122 persone e ha acceso i riflettori su una patologia che, secondo le stime, arriva a colpire fino al 40% della popolazione, manifestandosi con una forte prevalenza femminile.
Una condizione dolorosa che comporta non solo sofferenza fisica, ma anche perdita di giornate lavorative e una significativa riduzione della qualità della vita sociale e familiare.
Un peso sociale e sanitario spesso sottovalutato
L'emicrania è una malattia neurologica cronica e disabilitante, caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea di intensità moderata o severa, spesso accompagnati da nausea, vomito e ipersensibilità alla luce, ai rumori e agli odori. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, rappresenta la terza patologia più diffusa al mondo e la seconda causa di disabilità.
In Italia si stima che convivano con questa patologia oltre sei milioni di persone, delle quali circa il 70% sono donne, colpite con una frequenza tripla rispetto agli uomini a causa dell'influenza degli ormoni sessuali femminili. Nonostante questi numeri, la patologia continua a essere spesso sottodiagnosticata e sottotrattata, con tempi di attesa per una prima visita specialistica che possono variare da due a sei mesi, con il rischio che la malattia evolva verso forme croniche.
Medicina narrativa, genere e nuove frontiere terapeutiche
Durante la webconference dell'Asl Toscana nord ovest, sono stati presentati in anteprima i risultati di uno studio sul benessere soggettivo dei pazienti, condotto in 13 centri cefalee italiani su oltre 400 partecipanti, che ha evidenziato come l'emicrania provochi una drastica riduzione dei livelli di benessere rispetto alla popolazione generale.
Il legame profondo tra emicrania e genere è stato analizzato dalla ginecologa Nicoletta Spirito, che ha illustrato come le variazioni dei livelli ormonali femminili incidano sugli attacchi, spiegando l'efficacia di terapie ormonali mirate per ridurne frequenza e intensità. Sul fronte farmacologico, la neurologa Chiara Logi ha fatto il punto sulle terapie oggi disponibili, sottolineando come l'avvento di farmaci innovativi abbia cambiato radicalmente la qualità della vita dei pazienti.
Da qui l'invito rivolto a chi ne soffre a non isolarsi e a rivolgersi ai centri specialistici per le cefalee, gli unici in grado di tracciare percorsi terapeutici personalizzati.
Open Day: un ponte tra pazienti e specialisti
L'Open Day promosso da Fondazione Onda ETS, giunto alla sua quarta edizione, ha coinvolto oltre 140 ospedali del network Bollino Rosa in tutta Italia, offrendo gratuitamente visite neurologiche, consulenze con gli specialisti, test diagnostici, conferenze e materiale informativo rivolti alla popolazione. L'obiettivo è favorire il riconoscimento precoce dei sintomi e agevolare l'accesso ai percorsi di diagnosi e cura, riducendo le distanze tra il paziente e la diagnosi.
Francesca Merzagora, presidente della Fondazione Onda ETS, ha sottolineato come l'iniziativa rappresenti un impegno concreto e continuativo sulla patologia, per ricordare che l'emicrania non è "solo un mal di testa", ma una vera patologia neurologica che merita attenzione, cura e un percorso assistenziale adeguato.
Uno degli ostacoli più rilevanti rimane ancora oggi lo stigma sociale che circonda la malattia, spesso percepita come un disturbo comune e non come una condizione neurologica complessa e altamente invalidante, con il rischio di ritardi diagnostici e mancato accesso ai trattamenti più appropriati.
Diagnosi precoce e percorsi di cura integrati
La patologia esordisce spesso durante l'infanzia o l'adolescenza, e una diagnosi e un trattamento precoci sono fondamentali per controllare il dolore e tutelare lo sviluppo e la qualità della vita dei più piccoli. Oltre agli approcci farmacologici, ampio spazio è stato dedicato durante la conferenza anche agli approcci complementari integrati nel Servizio Sanitario Regionale, come integratori, interventi comportamentali, meditazione e agopuntura, segnalata come la terapia più utilizzata e con i migliori risultati.
Anche l'alimentazione gioca un ruolo chiave: identificare e personalizzare la dieta escludendo i cibi "grilletto", ovvero in grado di scatenare gli attacchi nei soggetti predisposti, rappresenta un validissimo alleato del percorso farmacologico. Iniziative come l'Open Day e i tavoli di confronto multidisciplinari, capaci di unire professionisti sanitari diversi e pazienti, sono fondamentali per fare il punto sui progressi clinici e diffondere la conoscenza delle opportunità di cura più aggiornate.




