Monza, la procura chiede l'archiviazione per il camionista che investì e uccise il ciclista 91enne
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Redazione Interno
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La morte di Aristide Frascadore, il ciclista milanese di 91 anni travolto e trascinato per oltre cinquecento metri da un camion in viale Cesare Battisti a Monza lo scorso aprile, potrebbe non trovare uno sbocco giudiziario penale. La Procura di Monza, infatti, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento a carico dell’autista del Tir, indagato per il reato di omicidio stradale, posizione che si scontrerà con l’opposizione dei familiari della vittima in un’udienza fissata per il mese di aprile.
Le conclusioni dell’inchiesta: assenza di colpa per l'autista
La richiesta di archiviazione, che fa seguito a una perizia cinematica, si fonda sulla valutazione secondo cui nel comportamento del conducente “non si ravvisa alcuna violazione delle norme del Codice della Strada”. L’attenzione dell’uomo, al momento della ripartenza, era infatti catalizzata – stando a quanto ricostruito – da un’automobile che, proveniente da via Rossini e bloccata dal traffico, aveva parzialmente ostruito la carreggiata. In una simile contingenza, per poter scorgere la sagoma del ciclista che stava tentando un sorpasso a destra, l’autista avrebbe dovuto mantenere lo sguardo fisso sugli specchietti retrovisori, trascurando però il traffico dinamico dinanzi a sé, scelta che avrebbe potuto generare un pericolo ulteriore.
La dinamica del sorpasso e il ruolo della perizia
La consulenza tecnica, affidata al perito Francesco Balzaretti con la partecipazione del consulente della difesa, ha di fatto spostato il baricentro della responsabilità verso la condotta della vittima. Nei confronti del ciclista, si legge nelle conclusioni inquirenti, “è ravvisabile una violazione delle norme che regolano il sorpasso tra veicoli”, manovra che, compiuta in un momento di riavvio del flusso e in uno spazio ristretto, si sarebbe rivelata fatale. La tragedia si consumò nel tratto che conduce all’ingresso della Villa Reale, dove il di Frascadore venne ritrovato dopo essere stato trascinato per una distanza considerevole.
La battaglia legale che attende il gup
La decisione della Procura, definita in un documento che parla esplicitamente di assenza di colpa per il camionista, non segna tuttavia la fine della vicenda giudiziaria. I familiari del ciclista, la cui rabbia è palpabile, hanno esercitato il diritto di opporsi alla richiesta di archiviazione, garantendo così la celebrazione di un’udienza dinanzi al giudice. In quell’occasione, le parti avranno modo di contrapporre le proprie tesi, in un confronto che esaminerà minuziosamente ogni elemento emerso dalle indagini per stabilire se sussistano o meno i presupposti per un processo.




