Brivio, l'autista del furgone che uccise due ragazze va ai domiciliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A poco più di tre mesi dalla tragedia che sconvolse Brivio, nella notte del 20 settembre, il giudice per le indagini preliminari di Lecco ha disposto la modifica della misura cautelare per Krzysztof Jan Lewandowski. L'uomo, che si trovava in carcere dallo scorso autunno, lascerà infatti il penitenziario di Opera per scontare gli arresti domiciliari in una struttura del milanese, sotto la sorveglianza di un braccialetto elettronico. La decisione, che arriva dopo la richiesta presentata dai suoi difensori, è stata assunta nonostante il parere contrario espresso dalla procura, la quale aveva sottolineato la gravità delle accuse – un duplice omicidio stradale aggravato dalla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – e il rischio di fuga.

La dinamica della sera della festa

Quella sera, mentre Giorgia Cagliani e Michela Marangon, entrambe ventunenni, percorrevano a piedi una strada del paese dirette alla locale sagra, furono investite da un furgone Caddy, una sorta di carro attrezzi, che le travolse senza lasciare scampo. Le indagini, sviluppatesi con rapidità, avrebbero accertato – attraverso le perizie tossicologiche – che il conducente, il polacco di 34 anni, era positivo al narcotest al momento del terribile impatto. Un fatto, questo, che ha portato i magistrati a contestare il capo d’imputazione nella sua forma aggravata, considerando la condotta come particolarmente pericolosa e consapevole.

Il percorso giudiziario e la nuova misura

La custodia in carcere, decisa in un primo momento per le esigenze cautelari, è stata ora riesaminata dal gip, il quale ha valutato come sufficienti, in questa fase del procedimento, le garanzie offerte dagli arresti domiciliari in una comunità. La misura, seppur stringente – prevedendo l’obbligo del braccialetto elettronico e la permanenza forzata nella struttura – segna un cambiamento significativo nella condizione dell’indagato, il quale attende di affrontare il processo per rispondere delle accuse. I legali, difendendo la loro richiesta, avevano fatto leva su diversi elementi, tra cui la mancanza di precedenti penali e la stabilizzazione della posizione processuale dopo le prime indagini.

Le reazioni e il procedimento in corso

La vicenda, che ha provocato un profondo lutto nella zona del lecchese, rimane al centro di un’inchiesta i cui atti sono ormai in fase di definizione. La modifica della custodia cautelare, per quanto tecnicamente prevista dalla legge quando vengono meno i presupposti di stretta necessità della detenzione, non pregiudica ovviamente l’esito del merito, che sarà stabilito in sede di dibattimento. Il percorso giudiziario, dunque, prosegue il suo corso mentre le famiglie delle due giovani attendono che venga fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità di quella serata, la cui eco dolorosa non si è ancora spenta.

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