Brivio piange due giovani amiche stroncate da un furgone, l'autista positivo alla droga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La serata di festa, attesa e spensierata, si è spenta in un istante lungo la strada provinciale che da Brivio conduce verso Airuno, trasformando quella che doveva essere una celebrazione estiva in una tragedia irreparabile. Milena Marangon e Giorgia Cagliani, entrambe ventunenni, sono state falciate mortalmente sabato sera mentre, dopo aver parcheggiato l’auto, procedevano a piedi verso i luoghi della festa paesana, una delle più partecipate in Brianza in questo scorcio di fine stagione. A porre fine alle loro esistenze è stato l’impatto violento con un furgone, la cui condotta, secondo le prime accertate risultanze investigative, sarebbe stata gravemente alterata dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Alla guida del mezzo, stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, era un uomo di trentaquattro anni, di origini polacche e non residente nella zona del Lecchese. L’individuo, i cui dati anagrafici non sono stati al momento divulgati per rispetto della procedura giudiziaria in corso, è stato sottoposto ai consueti accertamenti di rito i quali, in maniera inequivocabile, hanno evidenziato la positività ai test antidroga. Un esito che ha condotto in breve tempo all’arresto per il reato di omicidio stradale e a una notte in carcere, in attesa dell’ormai imminente convalida del provvedimento restrittivo da parte dell’autorità giudiziaria.

La domenica successiva al fatto, che ha sconvolto la quiete del paese situato al confine con la provincia di Bergamo, si è manifestata attraverso un silenzio carico di dolore e una commozione collettiva e palpabile. La tradizionale processione in onore della Beata Vergine Maria Addolorata, evento centrale della vita religiosa e sociale di Brivio, ha assunto un significato profondamente diverso, trasformandosi in una marcia silenziosa e in una preghiera corale per le due giovani vite spezzate. Amici e conoscenti, molti dei quali con gli occhi lucidi e i volti segnati dallo sbigottimento, si sono radunati in un commosso e spontaneo pellegrinaggio sul luogo dell’incidente, lasciando fiori, messaggi e ricordi a perpetua memoria di un’amicizia stroncata in modo così insensato.

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