Papa Leone al Quirinale, tra gratitudine per i migranti e l'appello di Mattarella
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Redazione Interno
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Nel corso di una giornata densa di impegni istituzionali, che ha visto Roma al centro della diplomazia internazionale, Papa Leone XIV ha incontrato al Palazzo del Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, nel porgere il suo saluto, ha espresso la più alta riconoscenza per il recente insegnamento contenuto nell'Esortazione Apostolica "Dilexi te". Mattarella, riferendosi esplicitamente al documento pontificio, ha sottolineato la sua sollecitazione verso un'indispensabile trasformazione di mentalità, aggiungendo, con toni decisi, che non ci si deve arrendere all'idea di una società dominata da oligarchie o, per meglio dire, da individui privilegiati. Quest'ultimi, secondo il Capo dello Stato, emergerebbero in base al censo, alla spregiudicatezza o a un'indifferenza verso il prossimo, prospettiva che si delinea proprio attraverso la rimozione di quei valori fondanti come l'uguaglianza, la solidarietà e la libertà.
Gratitudine per l'accoglienza e la lotta ai trafficanti
Da parte sua, Papa Leone ha ringraziato pubblicamente l'Italia per l'assistenza che offre con grande generosità ai migranti, i quali, come ha evidenziato, bussano sempre più numerosi alle sue porte. Il pontefice ha espresso gratitudine anche per l'impegno profuso nella lotta contro il traffico di esseri umani, definendo queste problematiche come alcune delle sfide più complesse del nostro tempo. Di fronte a tali questioni, ha osservato, l'Italia non si è mai tirata indietro, dimostrando una costante dedizione nell'affrontare emergenze che coinvolgono direttamente la dignità della persona.
I sovrani di Giordania in udienza privata
La giornata vaticana si è arricchita di un altro significativo evento, con l'udienza privata concessa da Leone XIV alla regina Rania e al re Abdullah di Giordania. I sovrani, giunti in visita alla Santa Sede, sono stati ricevuti all'arrivo da Monsignor Leonardo Sapienza, secondo le consuete procedure di protocollo. La regina Rania, come riportato, indossava un abito nero, in conformità con le regole che riservano il cosiddetto "Privilegio del bianco" esclusivamente alle sovrane di fede cattolica, circostanza che si era già potuta osservare in occasione della solenne intronizzazione del nuovo pontefice lo scorso spring.
Una trama di relazioni internazionali
L'incontro romano, che segue di poche ore la visita papale al Quirinale, tesse così una trama di relazioni diplomatiche e di dialogo, dove i temi sociali sollevati pubblicamente dalle massime cariche dello Stato si intrecciano con i gesti e i simboli della diplomazia pontificia. L'assistenza umanitaria e la lotta alle disuguaglianze, temi cari al pontefice, trovano così un'eco nelle parole del presidente, delineando un orizzonte di valori condivisi su cui si costruisce il confronto con le realtà internazionali, rappresentate in questa occasione dalla visita della coppia reale giordana.




