Matteo Grandi, lo chef stellato che corre la maratona dopo aver perso 111 chili

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Fino a un anno e mezzo fa, la bilancia segnava per lui un peso prossimo ai duecento chili, una condizione che, come lui stesso ha dichiarato, “anestetizza” progressivamente la persona convincendola che “vada tutto bene, finché non ti svegli”. Oggi, quel medesimo uomo, lo chef stellato Matteo Grandi, titolare del rinomato ristorante “Matteo Grandi in Basilica” nel vicentino, si appresta a correre i quarantadue chilometri della maratona di New York con un peso corporeo di ottantanove chili. Un traguardo impensabile, che egli considera però soltanto l’epilogo naturale di una vittoria molto più intima e profonda, già conseguita.

La rivoluzione parte dalla mente

Quella di Grandi non è la cronaca di una dieta miracolosa, bensì il racconto di una “rivoluzione interiore” che ha preceduto e reso possibile quella fisica. Il cuoco, il cui percorso è stato documentato in un’intervista, ha spiegato come il cambiamento radicale sia scaturito da un risveglio interiore, caratterizzato da una rinnovata lucidità e da un’energia che, a suo dire, ora sperimenta ogni mattina. “Il mio corpo oggi – ha affermato con una certa risolutezza – è il risultato della mia testa”, sottolineando come la disciplina e l’abbandono degli zuccheri siano state conseguenze, e non cause prime, di un mutato approccio alla vita.

L'allenamento come percorso di rinascita

Il percorso che lo ha condotto dalla condizione di obesità alla linea di partenza di una delle maratone più famose al mondo è stato costellato da un impegno costante, condiviso con suo fratello e altri due compagni di allenamento. Nulla, in questa trasformazione, è stato lasciato al caso; la corsa, in particolare, è divenuta non solo uno strumento di allenamento fisico ma una vera e propria palestra di resilienza mentale. Attraverso di essa, lo chef ha riconquistato non semplicemente un peso forma, bensì la percezione di sé e delle proprie possibilità, scoprendo che “uscirne è difficile, ma possibile”.

Oltre il traguardo di New York

Mentre la città di New York si prepara ad accogliere migliaia di atleti, per Matteo Grandi la sfida più grande è ormai alle spalle. “La mia maratona l’ho già vinta”, ha dichiarato, indicando con questa frase il lungo e faticoso lavoro di ricostruzione interiore. La partecipazione all’evento sportivo rappresenta dunque il simbolo tangibile di un’avventura personale compiuta, la dimostrazione che una serie di passaggi graduali, se perseguiti con determinazione, possono comporre un autentico percorso di rinascita, sia nel corpo che nella mente.

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