Carburanti, proseguono i rialzi. Il diesel in autostrada a 2,34 euro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti lungo la rete stradale italiana. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l'ultima rilevazione dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, certifica che il prezzo medio nazionale in modalità self service ha raggiunto quota 2,143 euro al litro per la benzina, in progressione rispetto ai 2,132 euro del giorno precedente, mentre il gasolio si attesta a 2,266 euro al litro, anch'esso in rialzo dai 2,246 euro precedenti.

Sulla rete autostradale la situazione appare ancora più onerosa per gli automobilisti. Il prezzo medio self della verde tocca i 2,236 euro al litro, contro i 2,222 della giornata precedente, e il gasolio raggiunge i 2,346 euro al litro, superando i 2,326 euro registrati in precedenza. L'entità di tali valori si comprende meglio considerando che, secondo le elaborazioni di Facile.it, un pieno da 50 litri di diesel costa ormai circa 113 euro.

In Sardegna il prezzo dei carburanti resta tra i più alti d'Italia. I dati del Mimit mostrano come nell'Isola il costo del diesel self service sia di 2,277 euro al litro, una cifra che colloca la regione ai vertici della classifica nazionale, dopo Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Valle d'Aosta. Per quanto riguarda la benzina, invece, servono 2,152 euro al litro, sempre in modalità self.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legge sul taglio delle accise sul gasolio, dando continuità alle misure di contenimento del caro carburanti. Il provvedimento prevede una riduzione, comprensiva dell'effetto sull'IVA, pari a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre 2026 e a 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre 2026.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che dopo tale data entrerà in vigore il meccanismo delle accise mobili, che consentirà di riversare i maggiori proventi dello Stato per contenere il costo alla pompa.

Sul tema è intervenuto il Codacons, associazione per la tutela dei consumatori, che ha espresso preoccupazione per gli effetti della riduzione progressiva dello sconto. Secondo l'organizzazione, la decisione di ridurre lo sconto fiscale da 17 a 12,2 centesimi produrrà un maggior costo dal 18 al 25 settembre pari a 2,4 euro su un pieno di diesel, che salirà a 5,45 euro dal 26 settembre al 5 ottobre.

L'associazione stima inoltre che, se il trend al rialzo dei listini dovesse proseguire, un litro di gasolio potrebbe superare in autostrada la soglia dei 2,5 euro al litro a partire dal 26 settembre.

All'origine di questi aumenti vi sono le tensioni sui mercati energetici internazionali. Lo stretto di Hormuz risulta chiuso, a cui si aggiunge la conquista dello stretto di Bab el-Mandeb da parte degli Houthi e l'interruzione del principale oleodotto dell'Arabia Saudita. Il prezzo del barile è tornato intorno ai 110 dollari, con ripercussioni su tutta la filiera.

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