Mossad a Udine per Italia-Israele: il Viminale smentisce categoricamente
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Redazione Sport
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Il Viminale, attraverso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha smentito in modo categorico le voci, rilanciate da alcuni organi di stampa, che vedevano una pattuglia del Mossad operativa a Udine in occasione dell’incontro di calcio tra Italia e Israele. La notizia, che aveva già iniziato a sollevare un vivace dibattito, parlava di un piano di sicurezza concordato, il quale prevedeva, si diceva, una scorta riservata per la delegazione ospite affidata agli agenti del noto servizio segreto israeliano. Una ricostruzione, questa, che il ministero dell'Interno ha voluto correggere per fermare sul nascere quelle che definiva semplicemente “illazioni”, sebbene di una certa risonanza, sottolineando come la gestione dell’ordine pubblico in territorio nazionale ricada esclusivamente sotto la responsabilità delle forze dell’ordine italiane.
La polemica politica e la smentita
Proprio tali indiscrezioni, peraltro, erano state il pretesto per un attacco politico sferrato da Alleanza Verdi e Sinistra, il quale accusava l’esecutivo di aver ceduto porzioni di sovranità, consentendo a un organismo straniero di agire al di fuori dei canali diplomatici ufficiali e dei protocolli di sicurezza stabiliti. Le richieste di chiarimenti, avanzate con toni aspri, si sono ora scontrate con la netta smentita ufficiale, che di fatto priva la polemica del suo fondamento iniziale, lasciando aperte questioni sull’origine di quelle voci e sulla loro rapida diffusione. L’intera vicenda, nata in un clima già teso, dimostra quanto facilmente la cronaca possa essere influenzata da elementi difficilmente verificabili.
Le misure di sicurezza a Udine e le preoccupazioni
A Udine, intanto, l’attenzione rimane concentrata sulle misure di sicurezza per la partita, in programma tra poco più di una settimana. L’allerta è massima, considerando le proteste di matrice pro-palestinese che potrebbero accompagnare l’evento, e le forze dell’ordine hanno predisposto un dispiegamento rafforzato per garantire lo svolgimento della gara. Il sindaco aveva espresso in precedenza la propria preoccupazione, arrivando a sollecitare un rinvio dell’incontro, una richiesta che la Fifa ha però respinto senza appello, confermando la regolarità del calendario sportivo nonostante le perplessità avanzate dall’amministrazione locale.
Il timore di infiltrati e l'atmosfera tesa
Il primo cittadino, nel motivare la sua posizione, aveva fatto riferimento al timore che tra i manifestanti del corteo annunciato potessero esserci “infiltrati”, capaci di deviare una pacifica protesta verso esiti di tensione e disordine. Un’ipotesi, questa, che ha contribuito a innalzare ulteriormente il livello di guardia intorno all’evento, il quale, va detto, non ha suscitato un particolare entusiasmo popolare, vivendosi più come un obbligo di calendario che come un’occasione di festa sportiva. L’atmosfera che si respira è dunque di attesa vigile, con l’occhio rivolto alle possibili criticità più che al semplice risultato in campo.




