La Russia accusa l’Ucraina di un attacco alla centrale di Zaporizhzhia, ma Kiev smentisce categoricamente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Farnesina del Donbass (se così si può chiamare il braccio armato della propaganda moscovita) torna a caricare il cerchio di tensione, puntando il dito contro Kiev per un presunto raid che avrebbe colpito la centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Secondo quanto riportato dalla società statale russa Rosatom, un drone ucraino – che sarebbe stato guidato da un cavo in fibra ottica per eludere le contromisure elettroniche – si sarebbe schiantato ieri contro l’edificio che ospita le turbine della sesta unità di potenza dell'impianto. ilsole24ore +2

L’esplosione, a detta dei funzionari occupanti, non ha compromesso i sistemi vitali del reattore, ma ha letteralmente squarciato una parete della struttura, lasciando un foro che testimonia la violenza dell’impatto.

La notizia, diffusa ad arte per alimentare lo spettro di un disastro tecnologico, ha subito innescato la reazione a distanza del governo di Zelensky, il quale ha prontamente rigettato le accuse al mittente, definendole l’ennesimo atto di una “guerra dell’informazione” orchestrata dal Cremlino per distogliere l’attenzione dal proprio controllo criminale sull’impianto. mediaset +2

Dal canto suo, Kiev risponde colpo su colpo, non solo negando ogni coinvolgimento diretto ma ribaltando la narrazione: se qualcuno sta giocando con il fuoco, ammoniscono dal ministero degli Esteri ucraino, questi è proprio colui che occupa militarmente la più grande centrale nucleare d’Europa e che rifiuta sistematicamente l’accesso agli ispettori internazionali. ilsole24ore +2

La controffensiva dialettica di Kiev sottolinea l’assurdità logica dell’accusa: perché mai gli ucraini dovrebbero bombardare una struttura vitale situata sul proprio territorio nazionale, che aspirano a riprendere sotto il loro controllo sovrano?

Non c’è alcuna ratio militare, sostengono, e se i soldati russi fossero davvero così preoccupati per la sicurezza dell’impianto, basterebbe che sgomberassero l’area e restituissero il sito alla gestione legittima. mediaset +2

Nel frattempo, le forze armate ucraine assicurano di agire nel pieno rispetto delle leggi internazionali, consapevoli delle conseguenze catastrofiche che qualsiasi azione bellica potrebbe scatenare in prossimità di materiale radioattivo. ilsole24ore +2

La psicosi droni dilaga in Europa: Monaco e Galati nel mirino

Mentre la contesa verbale si surriscalda attorno ai blocchi di cemento armato di Zaporizhzhia, l’Europa intera si trova a fare i conti con una strisciante psicosi da velivoli senza pilota.

A gettare benzina sul fuoco della tensione continentale è stata la drammatica incursione nei cieli della Romania, dove un drone russo (identificato come Geran-2) ha violato lo spazio aereo della Nato, schiantandosi contro un condominio nel cuore della città di Galati. ilgiornaleditalia +2

L’impatto, raccontano le autorità di Bucarest, ha provocato un incendio e il ferimento di due civili, un’escalation senza precedenti dal conflitto, dato che mai prima d’ora i rottami di un drone avevano causato vittime sul suolo di un Paese membro dell’Alleanza Atlantica. ilgiornaleditalia +2

La risposta diplomatica non si è fatta attendere, con la Romania che ha dichiarato persona non grata il console russo, mentre la Germania (attraverso il ministro degli Esteri Wadephul) ha promesso una reazione “congiunta e ferma” a queste azioni irresponsabili, che mettono a rischio la sicurezza collettiva. mediaset +2

Solo poche ore prima, era stato lo scalo bavarese di Monaco a vivere momenti di panico, costringendo i gestori aeroportuali a bloccare decolli e atterraggi per quasi sessanta minuti: un allarme drone – poi rientrato – aveva infatti indotto i controllori di volo a sospendere ogni operazione, creando inevitabili disagi a migliaia di passeggeri.

Questi episodi, concatenati in una sequenza serrata di avvistamenti e allarmi, dipingono il quadro di un continente messo sotto scacco da una tecnologia subdola ed economica. ilgiornaleditalia +2

Gli aerei da caccia F-16 rumeni sono decollati in emergenza per intercettare i velivoli ostili, ma la caccia si è rivelata vana, lasciando sul terreno l’amara certezza che le difese aeree dei Paesi Nato, seppur sofisticate, faticano a contrastare la minaccia capillare dei droni, specialmente quando questi esplodono su aree residenziali. ilsole24ore +2

L’Aiea invoca l’accesso ai siti: “Attaccare il nucleare è come giocare con il fuoco”

In questo clima di accuse incrociate e di nervi scoperti, la voce della comunità internazionale si leva flebile ma chiara attraverso il megafono dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea). Il direttore generale Rafael Grossi, visibilmente preoccupato per i recenti sviluppi, ha lanciato un monito che suona come una sentenza: “Attaccare i siti nucleari è come giocare con il fuoco”. mediaset +2

I tecnici dell’Agenzia, presenti all’interno dell’impianto di Zaporizhzhia sin dal settembre 2022, hanno immediatamente richiesto un accesso straordinario all’edificio delle turbine danneggiato, per constatare di persona l’entità dei danni e verificare se vi siano state contaminazioni o manomissioni alle apparecchiature di sicurezza. mediaset +2

Se l’accesso venisse concesso, si tratterebbe della prima verifica diretta su un attacco con droni nel perimetro della centrale da aprile 2024, un arco di tempo relativamente lungo che, tuttavia, non ha affatto ridotto i rischi di un incidente nucleare grave.

Grossi, infatti, sottolinea come queste azioni militari violino spudoratamente i “sette pilastri” della sicurezza nucleare, principi che avrebbero dovuto fungere da scudo inviolabile durante il conflitto, ma che la realtà delle bombe sembra aver ridotto a un mero foglio di carta straccia. ilgiornaleditalia +2

L’atteggiamento russo, che da una parte grida allo scandalo per un presunto attacco ucraino, dall’altra impedisce agli ispettori internazionali di muoversi liberamente tra i reparti dell’impianto occupato, appare quantomeno contraddittorio. ilgiornaleditalia +2

Se Mosca fosse davvero intenzionata a scongiurare il pericolo di una contaminazione radioattiva (che, come ricordano gli esperti, non conoscerebbe confini e colpirebbe indistintamente tutti gli Stati europei), non dovrebbe forse aprire le porte a verifiche indipendenti e trasparenti?

L’Aiea, dal canto suo, si prepara a riferire al Consiglio dei Governatori, chiedendo ai membri di non rimanere in silenzio e di non legittimare, con la loro inerzia, la presenza russa nei vertici decisionali dell’ente. ilgiornaleditalia +2

La partita, insomma, si gioca su un duplice binario: da un lato la verifica tecnica di cosa sia realmente esploso nella sala turbine; dall’altro lo scontro politico per la credibilità e la narrazione, dove ogni dettaglio – anche il più tecnico – diventa un’arma per delegittimare l’avversario. ilgiornaleditalia +2

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