Juan Carlos di Spagna, il re emerito parla dopo anni di silenzio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A undici anni dall'abdicazione e dopo un quinquennio trascorso negli Emirati Arabi Uniti, Juan Carlos I di Spagna ha deciso di rompere un riserbo, che molti avevano interpretato come un esilio volontario, consegnando la propria versione dei fatti in un'autobiografia dal titolo emblematico, "Réconciliation". L'operazione, che egli stesso motiva con la sensazione che qualcuno voglia "rubare la sua vera storia", sfida apertamente i delicati equilibri della casa reale spagnola, i quali, com'è noto, hanno visto crescere nel tempo le distanze con il figlio minore Felipe VI, la nuora Letizia e persino con la regina Sofia, da sempre silenziosa compagna ma ora dichiaratamente contraria alla scelta.

Un ritorno che divide

La pubblicazione del volume, che arriva in prossimità del cinquantesimo anniversario della sua proclamazione a re – avvenuta il 22 novembre 1975, atto fondativo della Transizione democratica –, appare come una mossa calibrata per riaffermare la propria presenza pubblica e, forse, per preparare un ritorno in patria in occasione delle celebrazioni. L'intenzione di riappropriarsi di un posto che ritiene suo, tuttavia, si scontra con un clima politico e familiare profondamente mutato, dove l'imbarazzo del governo socialista di Pedro Sánchez e l'ostilità delle forze repubblicane rappresentano solo una parte degli ostacoli che si para innanzi.

Il peso della storia e degli scandali

Juan Carlos, la cui monarchia è la più giovane d'Europa essendo stata restaurata dopo il Franchismo e la parentesi repubblicana, ha regnato per trentanove anni prima che una serie di vicende, sia di natura sentimentale che finanziaria, ne minassero irrevocabilmente l'immagine pubblica, conducendolo all'abdicazione del 2014. Il suo libro, lungi dall'essere un gesto conciliatore come il titolo potrebbe far supporre, ripercorre senza mezzi termini quel regno e gli ottantasette anni della sua vita, affrontando anche le pagine più buie e complesse, che molti avrebbero preferito rimanessero chiuse negli archivi.

L'ombra di una tragedia familiare

Tra i capitoli più drammatici che "Réconciliation" riporta alla luce vi è senza dubbio quello relativo alla morte del fratello minore, l'infante Alfonso, avvenuta nel 1956. L'evento, che sconvolse la famiglia Borbone durante un soggiorno pasquale a Estoril, in Portogallo, nella residenza dei conti di Barcellona, viene descritto come un incidente: il giovane Alfonso perse la vita a soli quattordici anni a causa di un colpo di pistola, partito per errore mentre i due fratelli si trovavano a Villa Giralda. Juan Carlos, dopo decenni di silenzi e voci mai del tutto sopite, sceglie ora di raccontare in prima persona i fatti di quella lontana giornata.

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