Leone XIV tra le onde corte e gli equilibri vaticani: una visita che parla di pace e resistenza
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Redazione Interno
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Città del Vaticano – Tra le antenne che da decenni diffondono la voce della Chiesa nel mondo, Leone XIV ha scelto di celebrare i 43 anni del suo sacerdozio, visitando il Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria. Un gesto simbolico, che però non sfugge a chi osserva con attenzione i movimenti dentro le mura leonine, dove i giochi di potere – mai sopiti – sembrano trovare nuovi protagonisti.
Accolto dal personale del Dicastero per la Comunicazione, il Papa ha percorso i locali progettati da Pier Luigi Nervi, sostando nella sala dei trasmettitori e interrogando i tecnici sul funzionamento delle onde corte, strumento che – nonostante l’era digitale – continua a raggiungere angoli del pianeta altrimenti isolati. «Tanti innocenti stanno morendo», ha detto poi al microfono del vaticanista Ignazio Ingrao, rilanciando il suo appello a «cercare soluzioni attraverso il dialogo, evitando a tutti i costi il ricorso alle armi». Parole che, se da un lato ribadiscono il suo messaggio di pace, dall’altro suonano come un monito a quanti, dentro e fuori la Santa Sede, preferiscono le logiche della forza a quelle della mediazione.
La scelta di Santa Maria di Galeria non è casuale. Quel centro, extraterritoriale e lontano dal clamore di piazza San Pietro, rappresenta un luogo di frontiera, sia tecnologica che politica. È qui che la Radio Vaticana ha mantenuto viva la sua missione anche nei periodi più bui, superando censure e guerre. E se Leone XIV ha voluto festeggiare lì il suo anniversario, sedendosi tra gli operatori per un rinfresco informale, c’è chi vi legge una volontà di resistenza: quella di un Pontefice consapevole delle pressioni che lo circondano, ma deciso a non farsi ingabbiare.
Gli «avvoltoi» – come qualcuno li definisce in ambienti vicini alla Segreteria di Stato – sono infatti all’opera da mesi, provando a influenzare decisioni e nomine. Ma Leone XIV, pur senza alzare la voce, ha mostrato più volte di saper manovrare con prudenza, evitando scontri frontali ma senza cedere terreno. La sua visita alle onde corte, insomma, è anche un messaggio per chi crede di poterlo scavalcarlo: la sua voce, come quella della radio che ha raggiunto i cinque continenti, non intende farsi spegnere.




