Va a vedere la partita del figlio in moto, 60enne muore in uno schianto nel rodigino
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Redazione Interno
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L’asfalto della strada arginale che costeggia il Po, a Mazzorno Sinistro, è stato ieri pomeriggio teatro di un impatto la cui violenza non ha lasciato scampo a uno dei due centauri coinvolti. Il sinistro, verificatosi poco dopo le 15, ha visto contrapposte due moto di cilindrata molto diversa: un grosso mezzo sul quale viaggiava una coppia proveniente dal Trevigiano e un 125 condotto da un ragazzo di appena 16 anni. Per Roberto Bordin, sessant’anni residente a Montebelluna, non c’è stato nulla da fare; i tentativi di rianimazione messi in atto dai sanitari del Suem giunti sul posto, pure con l’elisoccorso, si sono rivelati purtroppo vani. Accanto a lui, sulla stessa moto, viaggiava la moglie Alessandra Mazzonetto, cinquantacinquenne, che è stata scaraventata anch’essa sull’asfalto riportando ferite giudicate gravi; analogamente il sedicenne alla guida dell’altro motociclo versa in condizioni critiche ed è stato ricoverato d’urgenza.
La dinamica dell’incidente e i soccorsi
Secondo una prima sommaria ricostruzione effettuata dai carabinieri intervenuti per i rilievi, la coppia stava percorrendo la strada Arginale quando, all’improvviso, si è verificata la collisione con l’altra moto, la quale sarebbe sopraggiunta da una laterale. Lo schianto, come spesso accade in questi frangenti quando si parla di velocità sostenuta e di protezioni pari a zero, è stato letteralmente devastante: il di Bordin è stato sbalzato contro il manto stradale morendo praticamente sul colpo, mentre la moglie – sebbene in condizioni serie – è stata stabilizzata e trasportata in ospedale. La presenza dell’elicottero dei soccorsi, atterrato nelle vicinanze, ha permesso di velocizzare il trasferimento dei feriti verso le strutture sanitarie più attrezzate, dove ora i medici ne stanno seguendo l’evoluzione clinica. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza i veicoli incidentati, mentre la strada è stata chiusa al traffico per diverse ore per permettere gli accertamenti del caso.
Il tragico viaggio verso Ferrara e la partita sospesa
C’è un dettaglio, nella cronaca di questo pomeriggio di sole, che aggiunge un alone di sgomento ancora più cupo al fatto di cronaca. La coppia, come hanno appurato gli inquirenti, non era affatto in gita turistica, ma stava compiendo un viaggio preciso: si stavano recando a Ferrara per assistere alla partita del figlio, un ragazzo che frequenta l’università nel capoluogo estense e che gioca nella squadra locale dell’Acli San Luca. L’incontro, valido per i play off di Terza categoria contro il Formignana, era il motivo della trasferta; eppure, l’arrivo sugli spalti non è mai avvenuto. La notizia della morte del padre e del ricovero della madre è arrivata al campo durante lo svolgimento del match, costringendo gli organizzatori a un’immediata e inevitabile sospensione della partita. Lo stesso figlio, in attesa di vedere arrivare i propri genitori, è stato in seguito rintracciato dalle forze dell’ordine e informato dell’accaduto, in quella che rappresenta una delle incombenze più dure per chi indossa una divisa.
L’indagine e la Procura
Sul luogo del sinistro, oltre ai rilievi tecnici dei carabinieri, è stata immediatamente avvertita anche la Procura della Repubblica, che ora avrà facoltà di disporre tutti gli approfondimenti del caso per chiarire con esattezza la dinamica. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione le traiettorie dei due mezzi e le rispettive velocità, elementi questi decisivi per comprendere l’esatta genesi di un impatto tanto violento. Non vengono al momento fornite indicazioni su eventuali distrazioni o responsabilità specifiche; l’unica certezza, in questo quadro ancora pieno di zone d’ombra, resta il tragico bilancio di un sessantenne che non ce l’ha fatta e di una famiglia che, da un momento all’altro, si è trovata a fare i conti con una perdita inaspettata mentre, forse, stava solo pensando di andare a fare il tifo per un proprio ragazzo.




