Ghost of Yotei: il successo in Giappone, i segreti e i complimenti degli sviluppatori
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le vendite di Ghost of Yotei, la nuova esclusiva PlayStation 5, sembrano aver attecchito con particolare vigore nel mercato giapponese, stando a quanto riportato da un servizio dell’emittente STV, che opera nella vasta prefettura di Hokkaidō. Sebbene non vi siano ancora dati ufficiali diffusi dalla Sony o classifiche consolidate a confermarlo, la notizia, proveniente da una fonte radiotelevisiva integrata nel network Nippon News Network, assume una sua rilevanza, indicando una prima, positiva accoglienza per il titolo di Sucker Punch nel suo paese d’origine.
I complimenti dagli sviluppatori giapponesi
Un successo che, peraltro, non è passato inosservato agli occhi di alcuni tra i più noti sviluppatori locali. In un clima di genuina ammirazione, durante l’evento Archipel Caravan, si sono levati i complimenti di Fumihiko Yasuda, direttore di titoli del calibro di Nioh e Rise of the Ronin, il quale ha espresso un apprezzamento profondo per il gioco, al punto da confessare il proprio desiderio di cimentarsi in un progetto analogo, ambientato proprio a Hokkaidō. A lui si è unito Hideaki Itsuno di Lightspeed Studios, che ha a sua volta elogiato l’opera, in un coro di riconoscimenti che sottolinea il valore della rappresentazione culturale e geografica del Giappone offerta dal titolo.
La guida alle armi
Parallelamente alla sua fortuna commerciale e critica, il gioco svela meccaniche di gioco raffinate, come dimostra la minuziosa ricerca di tutte le armi a disposizione del giocatore, un elemento fondamentale per affrontare le sfide del mondo aperto. La guida per il loro reperimento, che molti stanno già consultando, diventa quindi strumento essenziale per massimizzare le proprie possibilità di vittoria, offrendo consigli sul loro utilizzo più efficace.
La profondità dello Zeni Hajiki
Accanto allo scontro diretto, infatti, Ghost of Yotei propone passatempi più riflessivi, come lo Zeni Hajiki, la cui semplicità nasconde una profondità tattica tutta da scoprire. L’obiettivo, apparentemente elementare, di colpire la moneta dell’avversario scagliandovene un’altra contro, si trasforma in un esercizio di pura abilità manuale e di sensibilità nel dosare la potenza del tiro. Una meccanica che, abbandonando le complessità strategiche di altri mini-giochi, affida tutto al gesto preciso e alla percezione immediata dello spazio.




