«La buona stella» e l’addio (per ora) a Simone e Stella: la seconda stagione è un rebus
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Finisce stasera, su Rai 1, il viaggio di «La buona stella»: la fiction che per tre settimane ha sfidato il ritorno de «I Cesaroni» – quella macchina del tempo sentimentale per gran parte del pubblico italiano – si congeda con una puntata destinata a lasciare aperti più interrogativi che certezze. L’appuntamento è per il 27 aprile 2026 in prima serata, e l’attenzione degli spettatori, come prevedibile, si concentra su un unico nodo: l’addio a Simone e Stella sarà definitivo? La serie, costruita da Luca Brignone – regista che ha saputo bilanciare tensione investigativa e crepe interiori – e prodotta da Rai Fiction insieme a Paypermoon Italia, ha infatti alternato al crime un’intimità rara per il palinsesto serale. E proprio questa commistione, capace di far convivere le fragilità di un ex calciatore fallito (Simone Magnani, interpretato da Filippo Scicchitano) con la determinazione di una poliziotta sagace (Stella Rongoni, affidata a Miriam Dalmazio), ne ha decretato il gradimento.
Una struttura da miniserie, e il dubbio sul rinnovo
La domanda che molti si pongono, mentre si avvicinano i titoli di coda dell’ultima puntata, è però un’altra: «La buona stella» stagione 2 si farà? Al momento, nessuna conferma ufficiale è arrivata dai vertici di viale Mazzini, e il silenzio – frequente in casi simili – potrebbe nascondere una valutazione ancora in corso. La serie, va detto, era stata concepita e annunciata come un racconto dal respiro limitato: tre appuntamenti, una struttura asciutta, nessuna sottotrama diluita per forza. Tuttavia il riscontro di pubblico, unito alla qualità di un cast che annovera anche Francesco Arca e Laura Cravedi, ha riaperto il dibattito interno alla produzione. Alcuni indizi, a ben guardare, si trovano proprio nella trama del finale: la sceneggiatura lascia aperti alcuni fili narrativi, senza però sigillarli con un vero e proprio colpo di scena da season finale. E questo, per chi conosce le logiche seriali, è spesso un lasciapassare verso un possibile rinnovo, oppure una scelta di stile per rispettare l’autonomia della miniserie.
L’ultima puntata: indagine, segreti e un futuro sospeso
Nell’episodio che andrà in onda stasera, la tensione accumulata nelle due precedenti serate troverà un primo, parziale scioglimento. Stella Rongoni – della quale abbiamo imparato a conoscere le ossessioni professionali e le cicatrici private – si troverà a fare i conti con un’indagine che la riguarda più da vicino di quanto vorrebbe, mentre Simone Magnani, il cui furto di quella misteriosa borsa ha innescato l’intera vicenda, dovrà proteggere se stesso e la propria famiglia da conseguenze ormai difficili da arginare. La regia di Brignone, va ricordato, non ha mai cercato la spettacolarizzazione della cronaca nera; gli stessi episodi di violenza, seppur presenti nella trama, sono stati trattati con un pudore formale che li ha resi funzionali al racconto psicologico, non al mero effetto. Le anticipazioni parlano di una svolta decisiva, ma non di una cesura netta: il che potrebbe significare che «La buona stella» intende lasciare il pubblico con quella sensazione di sospensione tipica delle grandi storie, più che con un punto esclamativo.
Un fenomeno nato controprogrammando, e l’assenza di certezze
La scelta di schierare questa fiction proprio contro il revival de «I Cesaroni» – operazione nostalgia che Rai 1 non ha mai sottovalutato – è stata interpretata da molti addetti ai lavori come un azzardo. Invece, «La buona stella» ha retto, e lo ha fatto grazie a una scrittura che non disdegna le subordinate affollate né le ellissi narrative, tenendo lo spettatore sempre all’erta. Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano hanno regalato due personaggi che non si lasciano facilmente archiviare, e il pubblico, di riflesso, non sembra pronto a salutarli. Ma la seconda stagione, per quanto auspicabile, non è affatto scontata. Se ne saprà di più solo dopo i dati di ascolto definitivi e, verosimilmente, dopo incontri tra autori e dirigenza Rai. Fino ad allora, l’unico modo per uscire dal dubbio è guardare stasera l’ultima puntata, cercando nel suo epilogo – magari in un’inquadratura, in una battuta lasciata a metà – il segnale di un possibile ritorno. O di un addio silenzioso.




