Omicidio a Galatone, Loiola resta in silenzio davanti al giudice: convalidato l’arresto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Convalidato dal gip Tea Verderosa l’arresto di Cosimo Loiola, il 45enne di Galatone accusato dell’omicidio di Sebastiano Danieli, il 66enne trovato morto martedì pomeriggio nel suo appezzamento di terra, non lontano dal Santuario della Madonna delle Grazie. Loiola, proprietario di un terreno confinante con quello della vittima, è stato fermato nella notte dell’11 febbraio scorso e da allora è detenuto nel carcere di Borgo San Nicola. Durante l’udienza di convalida del fermo, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, mantenendo un silenzio che ha lasciato spazio a interrogativi sulle dinamiche del caso.

Sebastiano Danieli, pensionato e agricoltore, è stato rinvenuto senza vita con una profonda ferita alla testa, provocata da un’ascia di ferro. Il ritrovamento, avvenuto in un’area rurale di Galatone, ha immediatamente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che hanno concentrato le indagini su Loiola, già noto per precedenti contrasti con la vittima. Nonostante le pressioni investigative, l’uomo ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, né agli agenti di polizia penitenziaria né al giudice, limitandosi a riferire di essere un militare in servizio presso la Nato, senza però fornire ulteriori dettagli.

La difesa, affidata all’avvocato Antonio Luceri, non ha commentato la scelta del “silenzio stampa”, mentre il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i presupposti per il fermo. Parallelamente, è stata avviata una perizia psichiatrica per valutare le condizioni mentali di Loiola, il quale ha dichiarato di non ricordare nulla dell’omicidio. Questa mossa, che potrebbe aprire nuovi scenari nell’inchiesta, è stata decisa alla luce delle sue affermazioni e del comportamento tenuto durante le prime fasi della detenzione.

Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire i movimenti di Loiola nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo, nonché di chiarire i motivi che avrebbero potuto scatenare un gesto così violento. I contrasti tra i due uomini, legati alla gestione dei terreni confinanti, sembrano al momento l’unico elemento che collega l’accusato alla vittima, ma non è escluso che emergano ulteriori dettagli nelle prossime settimane.

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