Gabriel Garko e Anna Safroncik tornano insieme in 'Colpa dei sensi', miniserie su Canale 5

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Canale 5 propone, a partire da venerdì 30 gennaio, un nuovo prodotto di fiction che intreccia, in una narrazione dai toni intensi, le corde del sentimento e quelle del giallo. "Colpa dei sensi", questo il titolo della miniserie concepita e diretta dalla coppia artistica di Ricky Tognazzi e Simona Izzo, si articola in tre appuntamenti in prima serata e segna il ritorno sullo schermo, dopo "Se potessi dirti addio", della coppia formata da Gabriel Garko e Anna Safroncik. Le riprese, condotte interamente nelle Marche – una regione che offre, con i suoi paesaggi, un fondale narrativo non meramente scenografico –, accompagnano lo spettatore in una storia dove l'amore ritrovato deve fare i conti con le ombre di un delitto irrisolto.

Un ritorno carico di interrogativi

La trama ruota attorno al personaggio di Davide, interpretato da Gabriel Garko, un colonnello costretto a un ritorno nella sua Ancona per rivedere il padre Vittorio. Quest'ultimo, va detto, ha scontato una lunga pena detentiva per l'omicidio della moglie Adele, madre di Davide e apprezzata cantante lirica, pur avendo sempre ribadito la propria estraneità al fatto di sangue. Il riavvicinamento, quindi, non è soltanto un fatto privato ma si configura come il primo passo per riaprire una ferita mai sanata e per indagare su una verità giudiziaria che, forse, non è quella definitiva. La narrazione, di conseguenza, procede su un doppio binario: da un lato la complessa relazione familiare, dall'altro l'indagine su un mistero che torna a riaffiorare.

Un cast corale a sostegno della storia

Accanto a Garko, la cui performance è focalizzata su un uomo in lotta con i fantasmi del passato, trova spazio Anna Safroncik, mentre il cast di supporto – ampio e variegato – annovera presenze consolidate come quelle di Lina Sastri, Rosanna Banfi e Giorgia Würth, insieme a volti quali Tommaso Basili, Francesco Venditti e Lorenzo Lavia. La sceneggiatura, firmata dagli stessi Tognazzi e Izzo insieme a Graziano Diana e Matteo Bondioli, evita di concentrarsi su un unico protagonista, costruendo invece una rete di personaggi che, ciascuno con le proprie motivazioni, contribuisce a disegnare il quadro complessivo della vicenda. È proprio questa coralità, del resto, a conferire profondità alla trama, permettendo di esplorare le diverse sfumature di un ambiente dove i segreti, spesso, sono custoditi da molti.

La regia e il contesto produttivo

La direzione affidata a Simona Izzo e Ricky Tognazzi – una collaborazione ormai collaudata che unisce la sensibilità per i rapporti umani a un solido mestiere – garantisce un ritmo narrativo capace di bilanciare i momenti più intimi e sentimentali con le sequenze di indagine. La produzione, una coproduzione tra RTI e la Compagnia Leone Cinematografica – quest'ultima anche produttrice esecutiva –, assicura una realizzazione di livello, valorizzando le location marchigiane che diventano parte integrante dell'atmosfera. La scelta di ambientare la storia in luoghi precisi e riconoscibili, anziché in set generici, aggiunge un ulteriore elemento di verosimiglianza e di attrazione per il pubblico, il quale si trova immerso in un contesto geografico e umano ben definito.

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