Jerzu, cade nel camino acceso e muore: il rogo silenzioso in una casa di via Berlinguer
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Redazione Interno
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La vita solitaria di un ex agricoltore di settantotto anni si è infranta, in maniera tanto assurda quanto tragica, contro il focolare domestico che avrebbe dovuto scaldargli le notti d’inverno. È accaduto a Jerzu, nel rione di Mesuidda, dove l’anziano – il cui settantanovesimo compleanno cadeva tra soli quattro giorni – è stato trovato senza vita nel proprio letto al termine di un incidente domestico che gli inquirenti, sulla base di una prima sommaria ricostruzione, collocano circa quarantotto ore prima del ritrovamento. A dare l’allarme, nella mattinata di oggi, sono stati alcuni vicini: non vedendolo uscire da due giorni, hanno vinto le esitazioni e si sono decisi a varcare la soglia di quell’appartamento di via Berlinguer, dove il pensionato viveva completamente solo.
Una caduta, le fiamme, un tentativo disperato di salvarsi
Secondo quanto emerso dai primi rilievi – che i carabinieri hanno avviato immediatamente dopo il ritrovamento – l’uomo sarebbe inciampato o avrebbe perso l’equilibrio finendo direttamente all’interno del camino acceso. In un attimo, gli indumenti che portava addosso sono stati avvolti dalle fiamme; e lui, forse sotto l’urto di un dolore atroce o forse spinto da un istintivo quanto vano istinto di sopravvivenza, è riuscito a liberarsi degli abiti in fiamme per poi raggiungere, chissà con quali ultime energie, la camera da letto. È lì che si è adagiato sul letto, dove il suo senza vita è stato infine scoperto. I vigili del fuoco, giunti sul posto insieme ai militari dell’Arma, non hanno potuto fare altro che constatare l’evidenza: le ustioni riportate dall’ex agricoltore si sono rivelate, in quelle condizioni di totale isolamento, immediatamente fatali.
I rilievi e il mistero degli indumenti bruciati
All’interno dell’abitazione, gli inquirenti hanno repertato alcuni abiti bruciati – un elemento che, sebbene appaia coerente con la dinamica della caduta nel camino, verrà ora sottoposto a verifiche tecniche più approfondite. Nessun segno di effrazione, nessun elemento che faccia pensare a terzi: tutto riconduce, almeno in questa fase delle indagini, a un drammatico incidente domestico consumatosi nel giro di pochi, interminabili minuti. La solitudine in cui viveva l’uomo – una condizione che i vicini conoscevano bene, sebbene nessuno di loro avesse mai smesso di tenere d’occhio quella porta chiusa – ha fatto sì che nessuno potesse accorrere in suo aiuto. Le fiamme, del resto, non hanno intaccato la struttura della casa né provocato un incendio tale da attirare l’attenzione dei passanti.
Una morte annunciata dal silenzio di due giorni
A tradire l’accaduto, alla fine, è stato proprio quel silenzio prolungato: due giorni senza vedere l’anziano affacciarsi alla porta o sulla strada. Per i vicini, che conoscevano le sue abitudini regolari, si è trattato di un campanello d’allarme troppo insistente per essere ignorato. Così uno di loro, entrato per primo nell’appartamento, ha fatto l’amara scoperta. Sul posto i carabinieri hanno avviato tutti gli accertamenti del caso, acquisendo elementi utili a escludere ogni altra ipotesi diversa da quella accidentale. Il dell’ex agricoltore non presenta, stando a una prima ispezione visiva, segni riconducibili a interventi di terzi; e la dinamica della caduta, sebbene ancora da confermare in ogni suo passaggio, rimane al momento la pista più accreditata. La Procura, come di prassi, è stata informata dell’accaduto, ma nessun atto di indagine formale nei confronti di ignoti è stato ancora formalmente aperto, trattandosi con ogni probabilità di una tragica fatalità domestica.




