Checco Zalone, il ritorno: "Buen Camino" e una paternità da scoprire

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “Partiamo subito col gossip: con Gennaro non abbiamo mai litigato”, ha esordito Checco Zalone, presentando Buen Camino, il suo nuovo film. Una dichiarazione, questa, che taglia corto su qualsiasi supposizione di dissapori artistici e che riporta in luce un sodalizio, quello con il regista Gennaro Nunziante, che definisce gran parte della sua parabola cinematografica. “Capita che nella vita si prendano strade diverse”, ha aggiunto l’artista barese, spiegando come il loro ricongiungimento, sia umano che professionale, sia maturato naturalmente nell’ambito ristretto della loro città. Una collaborazione che, come ha sottolineato lo stesso Nunziante, non ha subito fratture metodologiche, procedendo sempre secondo un consueto e collaudato modus operandi.

Un pellegrinaggio personale tra scherno e sentimenti

Il “buen camino” del Titolo è, in superficie, quello che conduce i pellegrini a Santiago de Compostela, ma rappresenta soprattutto il percorso personale del personaggio interpretato da Zalone. Un viaggio che, come ha rivelato l’autore, è profondamente influenzato dalla sua esperienza di padre. “Ho due figlie e mi sembra di parlare una lingua diversa”, ha confessato, descrivendo il film come la storia di “un uomo che impara a essere padre”. Questa dimensione intima sembra segnare una svolta nella comicità di Zalone, tradizionalmente più abrasiva e satirica, orientandola verso una narrativa familiare e natalizia, senza per questo rinunciare completamente alla sua cifra ironica.

La sfida al botteghino e le aspettative dell'industria

Dopo cinque anni di assenza dalle sale, un lasso di tempo considerevole che segue il controverso Tolo Tolo, Zalone torna dunque in mille schermi a partire dal 25 dicembre, caricandosi sulle spalle le attese di un’intera filiera in cerca di un successo capace di trainare la stagione. La sua affermazione sulla previsione di incassi è stata, al solito, diretta: “Sarebbe ipocrita dire… ci aspettiamo di fare tanti soldi”. Una sicurezza che trova fondamento nei numeri stratosferici dei suoi film precedenti, i quali lo hanno consacrato come un fenomeno senza eguali nel panorama nazionale. La sua ambizione, del resto, non conosce confini, come dimostra il provocatorio scherno rivolto al regista di Avatar: “Spero che il 26 mattina si svegli questo tale James Camerun e dica: ‘Chi cazzo è questo Checco Zalone?’”.

Una commedia come possibile volano per il mercato

L’uscita di Buen Camino è percepita dagli addetti ai lavori come una potente iniezione di fiducia per il box office italiano, in un periodo che tradizionalmente registra un picco di frequentazione. Il film, che segna il ritorno alla commedia pura dopo esperienze con venature più drammatiche o politicamente esplicite, si propone dunque come un prodotto dal potenziale commerciale enorme, basato su una formula già ampiamente collaudata ma arricchita, stavolta, da tematiche personali e genitoriali. La pellicola si appresta a testare non solo la fedeltà del suo pubblico, ma anche la capacità di evoluzione di un autore che ha fatto della comicità populista e pungente il suo marchio di fabbrica.

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