Truffa al Ssn, Gratteri: "Assenteismo dei medici e tangenti per certificati di morte"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un sistema collaudato, basato su tangenti e documenti falsi, che ha permesso a medici, imprenditori delle pompe funebri e dipendenti comunali di lucrare sul dolore dei cittadini, truffando il Servizio Sanitario Nazionale. È quanto emerge dall’inchiesta della procura di Napoli, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, che ha portato all’arresto di 70 persone, tra cui 19 in carcere e 50 ai domiciliari, oltre a un obbligo di dimora. L’operazione, condotta dai Nas dei Carabinieri, ha svelato un meccanismo criminale che, attraverso la corruzione e il falso, ha consentito di velocizzare l’iter burocratico legato ai decessi, con un danno economico stimato in decine di migliaia di euro.

Al centro dell’indagine, che vede 96 indagati, ci sono medici dell’Asl Napoli 1, imprenditori del settore funebre e dipendenti del Comune di Napoli, accusati di associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, corruzione e truffa aggravata. Secondo le ricostruzioni, i medici avrebbero firmato certificati di morte, di trasporto cadavere e permessi per la cremazione in cambio di pagamenti tra i 50 e i 70 euro, versati dalle ditte di pompe funebri. Un vero e proprio tariffario, che prevedeva 50 euro per i decessi naturali e 70 per l’esame del Dna necessario alla cremazione.

Ma non è tutto. Gli accertamenti del Dna sui cadaveri, che avrebbero dovuto essere eseguiti dai medici legali, venivano invece gestiti direttamente dai titolari delle pompe funebri. Nei locali di queste aziende sono stati rinvenuti kit per i test genetici già firmati dai medici, pronti per essere utilizzati senza alcun controllo. Una pratica che, oltre a violare ogni norma deontologica, ha reso possibile la creazione di un sistema parallelo, in cui i defunti diventavano merce di scambio per arricchire i membri dell’organizzazione.

L’inchiesta, partita da segnalazioni e indagini mirate, ha permesso di ricostruire una rete di complicità che si estendeva tra gli uffici comunali e le strutture sanitarie. I dipendenti pubblici, infatti, avrebbero facilitato il rilascio di documenti falsi, contribuendo a consolidare un meccanismo che, nel tempo, è diventato sempre più efficiente. Le tangenti, versate con regolarità, hanno garantito il silenzio e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, creando un circuito illegale difficile da scardinare.

Gratteri, nel commentare l’operazione, ha sottolineato come l’assenteismo dei medici e la loro complicità con le pompe funebri abbiano rappresentato un danno non solo economico, ma anche morale per l’intero sistema sanitario. “I kit del Dna, che avrebbero dovuto essere gestiti dai medici legali, sono stati trovati già firmati presso le sedi delle pompe funebri”, ha dichiarato il procuratore, evidenziando la gravità di un sistema che ha trasformato la morte in un affare.

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