Baby-influencer, il Parlamento discute una stretta: social vietati sotto i 15 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un disegno di legge bipartisan, attualmente all'esame dell'VIII commissione del Senato, potrebbe introdurre un divieto categorico per i minori di quindici anni di aprire un account autonomo sulle principali piattaforme social. La proposta, che mira a ridefinire i confini della tutela dei minori nella dimensione digitale, stabilisce che l'attivazione di profili sui social network e sulle piattaforme di condivisione video sia consentita soltanto al compimento del quindicesimo anno di età, intervenendo in un panorama, quello attuale, dove l'accesso è spesso precoce e scarsamente regolamentato.

Protezione per i baby-influencer e conto vincolato

Il provvedimento, che vede come prima firmataria una esponente di Fratelli d'Italia e il sostegno trasversale di partiti come il Partito Democratico, la Lega e Forza Italia, affronta anche il fenomeno, in costante crescita, dei cosiddetti baby-influencer. Per questi minori, la cui immagine viene sfruttata a scopo commerciale con conseguenti guadagni, si prevede l'istituzione di un conto vincolato, dove dovranno confluire i proventi delle loro attività online. Una misura, questa, pensata per arginare i rischi di uno sfruttamento economico da parte degli adulti di riferimento e per proteggere il patrimonio del minore fino alla sua maggiore età.

Come funziona la verifica dell'età

Per garantire l'effettività del divieto di accesso agli under 15, il testo legislativo demanda a uno strumento tecnico l'onere della verifica anagrafica. Nelle more dell'arrivo di standard europei, infatti, sarà compito dei fornitori dei servizi accertare l'età degli utenti attraverso il "mini-portafoglio nazionale", la cui piena operatività è attesa per il 30 giugno 2026. Si tratta di un meccanismo che, se da un lato impone un nuovo onere alle piattaforme, dall'altro tenta di superare le fragilità degli attuali sistemi di autodichiarazione, spesso facilmente eludibili.

Gli obiettivi della nuova normativa

La filosofia che sottende l'intero impianto normativo è quella di una protezione rafforzata, che non si limita a interdire l'accesso ma che cerca di scardinare abitudini ormai consolidate. L'obiettivo dichiarato è combattere alla radice le dipendenze digitali, i pericoli per lo sviluppo psicologico e le distorsioni che possono nascere da un'esposizione precoce e non mediata agli spazi virtuali, restituendo alle famiglie un ruolo centrale nell'educazione digitale dei figli, senza delegarla agli algoritmi.

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