Papa Francesco, l’ultimo viaggio: da San Pietro a Santa Maria Maggiore tra sobrietà e simboli
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Redazione Interno
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Il corteo funebre che accompagnerà papa Francesco nel suo ultimo percorso si snoderà per sei chilometri attraverso il cuore di Roma, da piazza San Pietro a Santa Maria Maggiore, attraversando alcuni dei luoghi più iconici della città. Sabato 26 aprile, dopo i funerali nella basilica vaticana, il feretro del Pontefice inizierà il suo cammino verso la sepoltura, seguendo un itinerario che – seppur non ancora definitivo – dovrebbe toccare piazza Venezia, i Fori Imperiali e il Colosseo, prima di giungere alla basilica dove riposerà.
Stamattina, giovedì 24 aprile, è stato effettuato un nuovo sopralluogo per verificare ogni dettaglio logistico e di sicurezza, con le strade interessate che saranno chiuse al traffico per garantire il regolare svolgimento della cerimonia. La scelta del percorso non è casuale: collegando le due basiliche maggiori, ripercorre idealmente il cammino del pellegrinaggio giubilare, in un anno che lo stesso Francesco aveva voluto dedicare alla riflessione e alla riconciliazione.
La sobrietà richiesta dal Pontefice nel suo testamento si riflette anche nelle modalità della sepoltura. La bara, realizzata in semplice marmo ligure, sarà deposta in un loculo tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, nella navata sinistra di Santa Maria Maggiore. Sulla tomba, priva di ornamenti eccessivi, comparirà soltanto il nome "FRANCISCUS" e la riproduzione della sua croce pettorale, a sottolineare uno stile che ha sempre privilegiato l’essenziale.
La decisione di non essere sepolto nelle Grotte Vaticane, come gran parte dei suoi predecessori, ma nella basilica mariana – da lui più volte visitata, soprattutto per pregare davanti all’icona della Salus Populi Romani – assume un significato particolare. Santa Maria Maggiore, del resto, è stata per lui un punto di riferimento spirituale, tanto da sceglierla come luogo del suo riposo eterno.




