Teheran, la maratona senza velo e la parata con i fucili: due volti dell'Iran nello stesso giorno
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Redazione Esteri
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Venerdì a Teheran sono andate in scena due immagini opposte della stessa capitale. In una zona della città centinaia di donne hanno corso una maratona di dieci chilometri senza indossare il velo, sfidando apertamente l'obbligo imposto dalla legge islamica. Nello stesso momento, in un'altra parte di Teheran, una grande parata militare organizzata dallo Stato ha radunato migliaia di donne con l'hijab e fucili d'assalto in mano, schierate a sostegno del governo e dello sforzo bellico del Paese.
La maratona si è svolta al parco Velayat, nel sud della capitale, con categorie maschili e femminili rigorosamente separate. Secondo il programma ufficiale, la gara delle donne è partita alle 5:30, seguita da quella degli uomini alle 7:00. Le immagini diffuse sui social network hanno mostrato numerose partecipanti in abbigliamento sportivo, con i capelli scoperti, mentre correvano insieme. Il video della corsa ha rapidamente fatto il giro delle piattaforme digitali, suscitando le reazioni indignate delle autorità.
La procura di Teheran ha annunciato l'apertura di un procedimento penale contro gli organizzatori dell'evento, accusati di non aver rispettato le norme legali e religiose del Paese. L'agenzia della magistratura non ha precisato quali regole specifiche siano state violate né ha identificato le persone formalmente accusate. La Federazione di atletica iraniana ha replicato che prima della partenza era stato chiesto alle atlete di firmare un impegno scritto al rispetto dell'hijab e delle norme islamiche di condotta, e che a ciascuna partecipante era stato consegnato un panno per coprirsi il capo.
Secondo la Federazione, la manifestazione si è tenuta dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari.
Nella stessa giornata, la capitale ha ospitato la grande parata denominata «Devoti dell'Iran», un evento di mobilitazione di massa che ha visto la partecipazione di circa 313.000 persone. Il raduno si è tenuto a piazza Enghelab, con volontari in uniforme da combattimento, bandiere della Repubblica islamica e mezzi militari in mostra. Tra i partecipanti figuravano donne affiliate al Corpo delle Guardie rivoluzionarie, alcune delle quali portavano fucili d'assalto e marciavano accanto a bambini con armi giocattolo.
Il presidente iraniano ha presenziato alla manifestazione, definendo la presenza popolare un simbolo di unità nazionale e di legame tra il popolo e il Paese. Stando a quanto riferito dai media statali, i volontari arruolati nell'ambito della campagna riceveranno un addestramento all'uso dei fucili d'assalto e costituiranno una forza ausiliaria a supporto delle Guardie rivoluzionarie e delle milizie Basij.
L'episodio della maratona teheraniana non è isolato. Nel dicembre dell'anno precedente, sull'isola di Kish, circa 5.200 persone avevano preso parte a una gara podistica divisa per categorie, e anche in quell'occasione numerose donne avevano corso senza il velo obbligatorio. La procura locale aveva aperto un'inchiesta contro gli organizzatori e, il giorno successivo alla manifestazione, aveva annunciato l'arresto di due responsabili.
I due erano stati poi rilasciati su cauzione, ma sottoposti a misure di sorveglianza giudiziaria e a un divieto temporaneo di esercitare la propria attività lavorativa. Nei giorni precedenti la maratona di Teheran, un'altra corsa prevista nella città di Kerman era stata cancellata dopo che un seminario religioso locale ne aveva chiesto lo stop, citando la partecipazione mista e timori per i valori religiosi.
La maratona senza velo si è svolta a pochi giorni dal quarto anniversario della morte di Mahsa Amini, la ventiduenne curda deceduta in custodia di polizia nel settembre 2022 dopo essere stata fermata per non aver indossato correttamente l'hijab. La sua scomparsa aveva innescato un'ondata di proteste in tutto il Paese, represse con una violenza che, secondo organizzazioni per i diritti umani, ha causato oltre 500 morti e migliaia di arresti.
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