Stati Uniti e Israele nella guerra all’Iran: solo le armi americane possono fermare Teheran
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Redazione Esteri
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La possibilità che gli Stati Uniti intervengano militarmente al fianco di Israele contro l’Iran, ipotesi finora circoscritta ai piani strategici, sembra avvicinarsi a una svolta concreta. Come sottolineato da fonti di Tel Aviv, solo Washington dispone della capacità operativa per colpire in profondità i siti nucleari iraniani, protetti da decine di metri di roccia e finora rimasti indenni nonostante i ripetuti attacchi israeliani. Sebbene i servizi segreti americani continuino a negare che Teheran stia costruendo armi atomiche, la pressione politica e militare per un intervento diretto cresce, alimentata dalla necessità di prevenire uno scenario che, secondo alcuni, potrebbe destabilizzare l’intera regione.
Donald Trump, riaffermando la propria linea oscillante tra diplomazia e deterrenza, ha lasciato intendere che una soluzione pacifica rimane prioritaria, senza però escludere l’opzione militare. Fonti vicine alla Casa Bianca parlano di una finestra temporale ristretta, con decisioni attese entro le prossime 48 ore. Un’eventuale escalation comporterebbe rischi geopolitici difficili da calcolare, considerando non solo le reazioni dell’Iran, ma anche quelle di attori regionali e globali, a partire dalla Russia.
Nel frattempo, un elemento rimane ai margini del dibattito: il nucleare israeliano. Mentre si discute della minaccia iraniana, pochi ricordano che Tel Aviv possiede un arsenale stimato in 90 testate atomiche, mai ufficialmente riconosciute ma ampiamente documentate da rapporti internazionali. Israele, non avendo aderito al Trattato di non proliferazione, opera in un vuoto di trasparenza che alimenta dubbi sull’equilibrio strategico in Medio Oriente.
Al centro delle operazioni militari c’è Fordo, il sito iraniano più impenetrabile, scavato nella montagna e protetto da novanta metri di cemento e roccia. Secondo analisti militari, la sua distruzione richiederebbe mezzi che solo gli Stati Uniti possono schierare, come i bunker-buster più avanzati. Se Tel Aviv dovesse lanciare un attacco senza il supporto americano, l’efficacia sarebbe limitata, con il rischio di innescare una rappresaglia senza aver neutralizzato la minaccia.




