Israele e Iran in guerra: missili su Tel Aviv, Teheran colpita da raid aerei

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alle tre di notte, quando le sirene hanno squarciato il silenzio, milioni di israeliani si sono ritrovati catapultati in un incubo già vissuto, ma mai con questa intensità. Il governo di Benjamin Netanyahu, dopo aver lanciato un’operazione aerea senza precedenti contro l’Iran, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, ordinando alla popolazione di rifugiarsi. I cieli di Teheran, a loro volta, si sono illuminati per l’attivazione delle difese anti-aeree, mentre esplosioni scuotevano la capitale iraniana in risposta al raid israeliano che ha colpito siti militari e nucleari, uccidendo 78 persone e ferendone 320.

La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Nella serata di venerdì, il regime degli ayatollah ha lanciato almeno 150 missili balistici verso Israele, alcuni dei quali hanno superato la sofisticata difesa aerea del paese. A Tel Aviv e Gerusalemme, le esplosioni hanno provocato incendi e lasciato sul terreno oltre 60 feriti, due in condizioni gravi. Le sirene, che non smettevano di risuonare, hanno costretto la popolazione a una fuga precipitosa verso i rifugi, mentre Netanyahu lanciava un messaggio agli iraniani: «Opponetevi al regime».

Mentre la tensione tra i due paesi raggiungeva livelli inediti, Israele inaspriva il controllo sui territori palestinesi. In Cisgiordania, l’esercito ha chiuso la maggior parte degli 898 checkpoint che costellano la regione, limitando ulteriormente gli spostamenti della popolazione. La Commissione palestinese per la resistenza al muro e alle colonie ha denunciato una «palese escalation della punizione collettiva», mentre il 70% di Gaza viene dichiarato «zona militare».

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