Bandi spiagge Rimini, allarme Confcommercio sulle future concessioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I bandi spiagge Rimini sulle future concessioni balneari preoccupano il presidente di Confcommercio Rimini Gianmaria Zanzini, che teme un sistema capace di favorire i grandi gruppi a discapito degli imprenditori locali. Al centro della questione ci sono i criteri che guideranno le prossime aste per gli stabilimenti balneari e, in particolare, la possibilità di introdurre un modello basato sulle macro e micro-aggregazioni. Secondo Zanzini, Rimini è l’unico Comune della Regione ad aver inserito nel proprio piano dell’arenile questa impostazione, mentre negli altri Comuni i bandi saranno esclusivamente riferiti alle singole concessioni.

La posizione di Confcommercio Rimini nasce dalle indiscrezioni sui criteri comunali che potrebbero orientare le procedure per le concessioni balneari. Zanzini ha chiesto al Comune di rendere pubbliche le proprie scelte, sostenendo che una priorità assegnata alle macro aggregazioni potrebbe modificare profondamente il modello della spiaggia riminese. Il presidente dell’associazione ha espresso il timore che una maggiore concentrazione degli stabilimenti possa ridurre il ruolo delle imprese familiari, la pluralità dell’offerta e gli elementi che caratterizzano la balneazione romagnola.

Concessioni balneari e timori per il futuro degli stabilimenti

Nel confronto sui bandi per le concessioni balneari, Confcommercio Rimini evidenzia il rischio di una selezione legata soprattutto alla capacità economica dei soggetti interessati. Zanzini ha definito prioritario evitare una situazione in cui gli operatori locali possano essere penalizzati rispetto a strutture più grandi e organizzate. La richiesta dell’associazione è quella di chiarire il percorso scelto dall’amministrazione comunale, con particolare attenzione agli effetti che le nuove regole potrebbero avere sulla composizione del settore balneare e sulla presenza delle attività storiche.

Il tema delle concessioni si intreccia anche con il dibattito sull’intrattenimento negli stabilimenti. Il Comune ha infatti modificato il piano dell’arenile introducendo la possibilità per gli stabilimenti di realizzare anche intrattenimento danzante. La decisione arriva dopo anni di discussioni e dopo il confronto portato avanti dal Silb, il sindacato dei locali da ballo della Confcommercio, contro le feste e i balli abusivi in spiaggia. La nuova possibilità apre un ulteriore capitolo nel rapporto tra attività balneari e intrattenimento.

Balli in spiaggia e nuove regole per l’intrattenimento

Claudio Aulizio, presidente provinciale del Silb, ha spiegato che questa svolta non viene considerata una sconfitta dal sindacato dei locali da ballo. Al contrario, Aulizio ha dichiarato che il Silb è favorevole alla scelta del Comune. La modifica del piano dell’arenile rappresenta quindi un cambiamento nelle regole che riguardano gli stabilimenti interessati a proporre attività di intrattenimento danzante, dopo un lungo periodo segnato da contrasti sulle iniziative organizzate sulla spiaggia.

Accanto al confronto sulle concessioni balneari e sull’intrattenimento, a Rimini resta aperto anche il dibattito sulle scelte ambientali legate alla trasformazione del litorale. Le associazioni del Coordinamento ambientalista ed animalista di Rimini, dopo l’incontro con l’assessora Anna Montini, hanno inviato una lettera aperta al sindaco e alla Giunta chiedendo interventi considerati innovativi per il potenziamento e la difesa del verde urbano. Tra le richieste indicate figurano interventi di deimpermeabilizzazione delle aree cementate e scelte mirate per la gestione, l’uso e il riuso della risorsa idrica.

Nel dibattito sul futuro delle spiagge riminesi si confrontano quindi posizioni diverse: da una parte le preoccupazioni per l’impatto dei nuovi bandi sulle imprese locali e sulla struttura del settore balneare, dall’altra le modifiche legate alle attività consentite negli stabilimenti e le richieste delle associazioni ambientaliste. Le decisioni sul piano dell’arenile e sui criteri delle concessioni saranno il punto centrale del percorso che riguarda il futuro della gestione delle spiagge.

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