San Francesco festa nazionale dal 2026: via libera definitivo del Senato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quattro ottobre, data in cui la Chiesa cattolica celebra la figura di San Francesco d’Assisi, riacquisterà lo status di festa nazionale a partire dal 2026. L’iter legislativo, che ha ricevuto il via libera conclusivo dalla commissione Affari costituzionali del Senato in sede deliberante, sancisce il reintegro di una giornata di sospensione dell’attività lavorativa dopo quasi cinquant’anni dalla sua soppressione, avvenuta nel lontano 1977. Il provvedimento, che era già stato approvato in precedenza dalla Camera, non necessita dunque di ulteriori passaggi parlamentari per entrare in vigore, segnando una modifica sostanziale al calendario civile e contrattuale del Paese.

Una decisione accolta con favore

La decisione, che comporta l’evidenziazione in rosso della data sui calendari e una riconfigurazione degli oneri retributivi per i lavoratori dipendenti in quella giornata, è stata accolta con favore dalle istituzioni, sia civili che religiose. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha definito la scelta un’“occasione per riscoprire la figura del Patrono d’Italia”, le cui intuizioni hanno “profondamente segnato il carattere del nostro Paese”. Zuppi, nel commentare positivamente la legge, ha sottolineato come il richiamo al Santo assuma un significato particolare in un’epoca segnata da lacerazioni interne e da un preoccupante incremento dei conflitti a livello internazionale.

L'entusiasmo della Regione Umbria

Un entusiasmo condiviso è stato espresso dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, la quale ha parlato di “gioia e soddisfazione” per un provvedimento che, a suo dire, riconsegna all’intera nazione un messaggio di unità fondato su valori universali quali la pace e la fraternità. La governatrice, il cui territorio è storicamente legato alle origini del Poverello d’Assisi, ha rimarcato l’attualità di un insegnamento che trascende i secoli. L’impatto della nuova festività, del resto, si estenderà a macchia d’olio, regolando gli orari di esercizi commerciali e uffici pubblici e imponendo, come di consueto per le altre feste, la sospensione di una serie di atti giuridici.

Il caso particolare di Bologna

In alcune realtà, come nella città di Bologna, la ricorrenza assumerà un carattere duplice e del tutto peculiare. I bolognesi, che già onorano in quella data il loro patrono, San Petronio, si troveranno così a celebrare contemporaneamente due santi, unendo le tradizioni locali a una dimensione nazionale. Questo accavallamento di festività, che non comporta uno slittamento della festa patronale bolognese, crea una circostanza inedita nel panorama delle celebrazioni civico-religiose italiane, arricchendo di ulteriori significati una giornata destinata a divenire, per tutti, un momento di pausa e riflessione.

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