Rottamazione quinquies, la mappa dei comuni che aderiscono alla definizione agevolata delle cartelle locali entro il 31 luglio

Rottamazione quinquies, la mappa dei comuni che aderiscono alla definizione agevolata delle cartelle locali entro il 31 luglio
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i contribuenti italiani si preparano ad onorare il primo impegno di pagamento della rottamazione quinquies, entro la fine di luglio, una scadenza parallela di non minore importanza sta interessando direttamente le amministrazioni locali: è il termine ultimo, fissato per il 31 luglio 2026, entro il quale i comuni possono decidere se aderire alla definizione agevolata dei propri crediti affidati all'Agenzia delle Entrate Riscossione.

Questa opzione, che rappresenta un'estensione "locale" della sanatoria nazionale, è stata introdotta per consentire agli enti territoriali di offrire ai propri cittadini la possibilità di chiudere le pendenze relative a tributi come IMU, TARI e sanzioni al codice della strada, con le stesse condizioni vantaggiose previste per i debiti erariali.

La particolarità di questa misura, tuttavia, risiede nella sua natura non automatica: l'applicazione della rottamazione quinquies ai debiti locali non è un atto dovuto, ma richiede una scelta esplicita e formale da parte di ciascun ente, che deve approvare un'apposita delibera consiliare e trasmetterla all'Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 31 luglio. Inizialmente prevista per il 30 giugno, la scadenza è stata prorogata al 31 luglio per dare modo ai comuni, molti dei quali impegnati nelle recenti tornate elettorali, di completare l'iter burocratico necessario.

Questa decisione ha creato un mosaico di situazioni differenziate sul territorio nazionale, dove l'opportunità di sanare i debiti tributari locali sarà disponibile solo per i residenti dei comuni che hanno scelto di aderire.

La mappa delle adesioni: un'Italia a macchia di leopardo

Con l'avvicinarsi della scadenza del 31 luglio 2026, è già possibile tracciare un quadro, sebbene provvisorio, delle scelte effettuate dai principali comuni italiani, che delinea una geografia dell'adesione tutt'altro che omogenea. Tra le grandi città, la situazione è molto variegata: al Nord, il Comune di Genova ha dato il via libera, aprendo la strada alla definizione di un importo potenzialmente definibile di circa 765 milioni di euro.

Sulla stessa lunghezza d'onda si è posto Venezia, mentre Milano ha per ora scelto di non aderire alla rottamazione dei carichi affidati all'Agenzia delle Entrate Riscossione. Torino, invece, ha attivato una strada alternativa, optando per la definizione agevolata autonoma limitatamente ai debiti affidati al proprio concessionario, il Soris S.p.A..

Nel Centro Italia, la decisione più eclatante è quella del Comune di Roma che, con la deliberazione n. 98 del 4 giugno 2026, ha non solo aderito alla rottamazione quinquies per i carichi affidati all'AdER, ma ha anche contemporaneamente attivato una definizione autonoma per le proprie entrate non riscosse. Hanno scelto di aderire anche Perugia e Ancona, mentre Firenze ha escluso la possibilità di utilizzare la sanatoria per i propri cittadini. Nel Mezzogiorno, il via libera è arrivato da Napoli, Bari e Palermo, così come da Campobasso.

Sul fronte opposto si colloca, invece, il Comune di Potenza, che ha scelto di non aderire. Per quanto riguarda la Sardegna, al momento non risulta esserci una decisione formalizzata da parte del capoluogo.

Le regole per i contribuenti e il calendario delle scadenze

Per i cittadini dei comuni che hanno aderito, si aprirà una finestra temporale ben precisa per presentare domanda: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, quando l'Agenzia delle Entrate Riscossione renderà disponibili i dati dei carichi definibili nell'area riservata del proprio sito. La definizione agevolata prevede che il debitore possa estinguere la propria posizione versando esclusivamente il capitale e le spese per le procedure esecutive e di notifica, con l'azzeramento di sanzioni, interessi e aggio.

Per le multe stradali, invece, lo sconto opera limitatamente agli interessi e alle maggiorazioni, restando dovuto l'importo della sanzione principale.

Una volta presentata la domanda, l'Agenzia delle Entrate Riscossione comunicherà l'ammontare complessivo dovuto entro il 28 febbraio 2027. A quel punto, il contribuente potrà scegliere se versare l'intero importo in un'unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure rateizzare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali, con un interesse del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027. Le prime cinque rate avranno scadenza il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre del 2027.

Attenzione, però, al rischio di decadenza: il beneficio viene perso in caso di mancato pagamento dell'unica rata, dell'ultima rata o di due rate, anche non consecutive.

Le implicazioni per i bilanci e l'incertezza del quadro finale

L'adesione alla rottamazione locale rappresenta per i comuni un'opportunità per ottimizzare la riscossione di somme di difficile esazione e, nel contempo, per offrire un aiuto concreto a cittadini e imprese in difficoltà. Per i contribuenti, invece, il beneficio è quello di poter chiudere vecchie pendenze a un costo notevolmente ridotto. Tuttavia, la decisione finale di ogni singolo ente è anche una scelta di bilancio, che richiede di valutare l'impatto della rinuncia a sanzioni e interessi sulla proprie casse.

Per i comuni che hanno già deliberato, come nel caso di Ferrara, il provvedimento deve comunque passare al vaglio del Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.

La situazione, quindi, resta in evoluzione e il quadro definitivo delle adesioni sarà completo solo dopo il 31 luglio 2026. Per i cittadini, è fondamentale verificare sul sito del proprio comune o dell'Agenzia delle Entrate Riscossione se la propria amministrazione ha scelto di aderire, per non perdere l'opportunità di regolarizzare la propria posizione con i tributi locali in modo vantaggioso.

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