Rottamazione quinquies, le regole per le cartelle e i nodi della scadenza
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Redazione Economia
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Il disegno di Legge di Bilancio per il 2026, attualmente al vaglio del Parlamento, introduce una nuova definizione agevolata, la cosiddetta Rottamazione quinquies, la quale, se approvata senza modifiche sostanziali nel corso dell'iter legislativo, estenderà la possibilità di sanare i propri debiti con il fisco a una platea piuttosto ampia di contribuenti. Potranno infatti aderire tutti coloro che presentano la dichiarazione dei redditi, per le cartelle esattoriali affidate all'agente della riscossione nel periodo compreso tra l'anno 2000 e il 2023, a patto che queste riguardino imposte e contributi omessi, mentre ne saranno escluse, in maniera piuttosto netta, quelle emesse a seguito di un accertamento.
Le condizioni di accesso e il freno alle esecuzioni
In questo limbo temporale che precede l'effettiva entrata in vigore della Manovra, molti dei quali gravati da carichi iscritti a ruolo per i quali i termini di pagamento sono ormai scaduti, si trovano esposti al rischio di azioni esecutive da parte degli uffici competenti; una situazione di stallo che, tuttavia, potrebbe trovare un primo argine nel momento in cui verrà presentata la domanda di adesione alla nuova definizione, la quale, secondo quanto previsto, dovrebbe assicurare uno scudo protettivo. È bene sottolineare, inoltre, che l'agevolazione sarà accessibile anche a chi si trova già all'interno di un percorso di rateazione ordinaria, un dettaglio non da poco che amplia ulteriormente la potenziale cerchia di beneficiari.
La data cruciale di novembre e le conseguenze della decadenza
Una delle condizioni più stringenti, che determinerà l'effettiva capacità di un contribuente di accedere alla quinquies, è il puntuale rispetto della scadenza del 30 novembre per il pagamento di una rata relativa alla precedente edizione della misura, la Rottamazione quater. Chiunque, infatti, dovesse decadere da quest'ultima per mancato versamento entro quella data, vedrebbe preclusa ogni possibilità di ingresso nella nuova pace fiscale, un meccanismo che di fatto vincola le due misure in successione temporale. La porta rimarrà chiusa, in sostanza, per tutti coloro che, pur essendo al momento in regola con i versamenti dovuti, non ottempereranno a quel specifico obbligo, segnando un punto di non ritorno.
Il campo di applicazione e l'importanza della data di consegna
Per stabilire con certezza se un determinato debito rientri tra quelli che potranno essere “rottamati”, occorre prestare massima attenzione a un elemento specifico: la data di consegna del ruolo all'agente della riscossione, la quale deve necessariamente cadere entro il 31 dicembre 2023, e non la data, spesso più remota, in cui lo stesso ruolo è stato reso esecutivo. Questa informazione, di norma, è chiaramente indicata all'interno della cartella di pagamento, che diventa così il documento di riferimento imprescindibile per una prima autovalutazione. La misura, che si estenderà anche alle voci relative alle ritenute non versate, delinea quindi un perimetro d'azione ben preciso, fondato su un criterio temporale oggettivo e verificabile da chiunque.




