I genitori dell'Einstein in difesa degli studenti: "Ragazzi lasciati soli"
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Redazione Interno
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Un muro di sostegno, costruito non da collettivi studenteschi ma dalle famiglie, si è levato a protezione degli studenti del liceo Einstein di Torino, dopo gli eventi che hanno visto un sedicenne ammanettato e portato in questura. Un centinaio di madri e padri, su un totale di milleseicentocinquanta iscritti all'istituto, hanno sottoscritto una lettera nella quale denunciano, con parole che non lasciano spazio a equivoci, «un fatto gravissimo, che chiama in causa la responsabilità della scuola e di tutti gli adulti presenti». La loro voce, unitaria e preoccupata, si leva per affermare che i ragazzi sono stati, in quelle circostanze, lasciati in una condizione di profonda solitudine, senza che le figure deputate alla loro sicurezza e al loro benessere riuscissero a intervenire in maniera adeguata.
L'episodio all'origine della protesta
L'origine della vibrata protesta genitoriale affonda le sue radici in una mattina di tensioni, quando l'attività di volantinaggio di un gruppo politico, svoltasi all'interno del liceo, è degenerata in un conflitto fisico. È in questo contesto, segnato da spinte e da un clima di forte contrapposizione, che le forze dell'ordine sono intervenute procedendo all'identificazione di uno studente minorenne; il ragazzo, come è stato poi riferito, è stato ammanettato e condotto negli uffici della Digos, un'esperienza che lo ha segnato anche fisicamente, tanto da accorgersi in seguito della comparsa di alcuni lividi sul corpo.
La risposta degli studenti
La reazione del corpo studentesco non si è fatta attendere, trasformando la rabbia e lo sconcerto in un'azione di protesta concreta e simbolica. Circa centocinquanta studenti, infatti, hanno deciso di occupare l'istituto, annunciando pubblicamente la loro iniziativa come una risposta diretta a quanto accaduto. L'occupazione, che rappresenta l'ennesimo capitolo di una vicenda ancora in divenire, si configura come l'estremo tentativo dei giovani di far sentire la propria voce e di reclamare un ambiente scolastico che sentono violato nella sua funzione protettiva ed educativa.
Le conseguenze e il clima nella scuola
L'atmosfera all'interno del liceo, dopo questi fatti, rimane tesa e carica di apprensione, mentre le inchieste delle autorità competenti procedono per ricostruire l'esatta dinamica degli eventi. La lettera dei genitori, che qualcuno di loro ha definito un dovere morale, non chiede semplicemente chiarimenti ma punta il dito su una presunta carenza di vigilanza e di gestione della situazione, elementi che avrebbero esposto i ragazzi a un rischio evitabile. Quel che emerge, al di là delle singole responsabilità, è un profondo smarrimento che attraversa l'intero tessuto scolastico, diviso tra la necessità di garantire l'ordine e il dovere di offrire un porto sicuro ai propri studenti.




