I brividi di Spalletti. In Norvegia una finale, la Nazionale è a pezzi
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Redazione Sport
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OSLO – La Nazionale, ripudiata dall’offeso Acerbi, messa in coda alle priorità da più di un calciatore e snobbata da una fetta crescente di tifosi che sembrano ricordarsene solo quando vince, è intrappolata nel fiordo di Oslo, metaforicamente e non solo. Stasera, alle 20.45, dovrà uscirne con i tre punti, altrimenti rischierà di trascorrere cinque mesi a rincorrere la Norvegia prima di uno spareggio che nessuno vuole nemmeno contemplare.
Moise Kean, che avrebbe dovuto essere l’anti-Haaland di Luciano Spalletti e dell’Italia intera, sarà costretto a seguire la partita da lontano. Un infortunio muscolare alla coscia destra, occorso durante l’ultimo allenamento, ha infatti spento sul nascere le sue ambizioni. Il problema è emerso dopo un tiro in porta nella fase di rifinitura, lasciando la squadra senza uno degli attaccanti su cui il tecnico contava. Per Kean, già alle prese con una stagione lunga e logorante alla Fiorentina, si tratta di un altro stop in un momento cruciale.
Quella che sta vivendo la Nazionale è un’emergenza senza tregua: un infortunio al giorno, senza pietà. Vicario, Gabbia, Buongiorno, Locatelli e ora Kean, l’ultimo arrivato – o meglio, l’ultimo a lasciare il gruppo. Una maledizione che non risparmia nessun reparto, neppure quello offensivo, privando Spalletti di pezzi fondamentali. Nemmeno la benedizione di frate Stefano a Coverciano è riuscita a scongiurare questa raffica di guai.




