Taglio ai vitalizi, 1.300 ex parlamentari pronti alla battaglia. Cicciolina chiede 10 milioni per la beneficenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A sei anni dalla riforma che ha rivoluzionato il sistema dei vitalizi parlamentari, sostituendo l’assegno a vita con un calcolo contributivo simile a quello degli altri lavoratori, oltre mille ex deputati continuano a opporsi alla misura. La delibera del 2018, voluta dall’allora presidente della Camera Roberto Fico, è finita nel mirino di circa 1.300 ricorsi, un numero che, secondo fonti vicine al procedimento, si è progressivamente ridotto nel corso degli anni. Tra i nomi più noti che contestano il taglio figurano Paolo Guzzanti, Antonio Bassolino, Claudio Scajola e Ilona Staller, la celebre Cicciolina, che ha annunciato di voler chiedere un risarcimento da 10 milioni di euro da destinare in beneficenza.

La Camera dei Deputati, attraverso il Collegio d’Appello di Montecitorio, è ora chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della riforma, che ha cancellato il vitalizio automatico per gli ex parlamentari, basandosi invece sui contributi effettivamente versati durante il mandato. Sebbene inizialmente i ricorsi fossero circa 1.400, alcuni sono stati ritirati o archiviati, lasciando sul campo una battaglia giudiziaria che potrebbe avere ripercussioni significative.

Particolarmente eclatante è la posizione di Ilona Staller, deputata dal 1987 al 1992 con il Partito Radicale, la quale ha dichiarato di voler ottenere un risarcimento milionario non per sé, ma per devolverlo a opere di beneficenza. La sua richiesta, seppur simbolica, riaccende i riflettori su una questione che divide l’opinione pubblica da anni, tra chi considera i vitalizi un privilegio anacronistico e chi li difende come diritto acquisito.

Intanto, mentre si attende la decisione del Collegio d’Appello, il dibattito sul tema rimane acceso. La riforma, nata per ridurre i costi della politica, ha incontrato resistenze fin dall’inizio, con molti ex parlamentari che sostengono di aver versato contributi nella previsione di un trattamento pensionistico più vantaggioso. Tra loro, figure di spicco come Rosa Russo Iervolino, Fabrizio Cicchitto e Margherita Boniver, il cui destino finanziario è ora nelle mani degli arbitri di Montecitorio.

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