Eni e Q8 investono a Priolo: la bioraffineria che rilancia il polo
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Redazione Economia
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L’asse energetico tra Italia e Kuwait, che già dal 1996 opera nello Stretto con la raffineria di Milazzo, si estende ora verso Sud, confermando una strategia industriale di lungo periodo. Il sito di Priolo, un pilastro della petrolchimica nazionale, è destinato a una radicale metamorfosi, con la costruzione di una nuova bioraffineria frutto di un investimento congiunto tra Eni e Q8 Italia. L’operazione, che ha ricevuto il via libera dai consigli di amministrazione delle due compagnie, rappresenta una scelta precisa nel panorama della transizione energetica, orientando un comparto tradizionale verso la produzione di combustibili avanzati di origine biologica. Una trasformazione che, come ha sottolineato il ministro, evita la dismissione per puntare invece su un rilancio in chiave sostenibile, salvaguardando e innovando un presidio industriale cruciale per il territorio siciliano.
La tecnologia al servizio della riconversione
Il cuore del progetto risiede nella tecnologia proprietaria Ecofining, sviluppata da Eni, che permette di convertire materie prime di scarto – come residui agroalimentari e oli vegetali usati – in biocarburanti di alta qualità. Questa soluzione, che alcuni definiscono una vera e propria pietra angolare per il futuro della raffinazione in Italia, consentirà di produrre idrogeno vegetale (HVO) e carburante sostenibile per l’aviazione (SAF), utilizzabili anche in forma pura. L’applicazione di questo know-how trasformerà così l’impianto, inserendolo in un circuito di economia circolare che valorizza flussi di rifiuti, riducendo al contempo la dipendenza dalle materie prime fossili. La scelta di Priolo non è casuale, ma si innesta in un percorso più ampio volto ad adattare le infrastrutture esistenti alle nuove esigenze del mercato energetico.
Tempistiche e impatti sul territorio
I lavori per la realizzazione della bioraffineria sono già avviati, con l’obiettivo dichiarato di completarli entro la fine del 2028. Questo cronoprogramma definisce una traiettoria precisa per un intervento che va ben oltre la semplice realizzazione di un nuovo impianto, configurandosi come la riqualificazione totale di un’area storicamente dedicata alla petrolchimica. L’iniziativa, che include anche il progetto Versalis sul riciclo chimico, mira a consolidare la competitività del polo, con ricadute attese sul fronte occupazionale e sulla filiera industriale regionale. La riconversione del sito, quindi, non si limita a un cambio di prodotto, ma punta a ridefinire il modello produttivo stesso, integrandolo maggiormente con il tessuto economico circostante e con i principi della sostenibilità ambientale.
Un tassello nella strategia energetica nazionale
L’accordo tra Eni e Q8 Italia si colloca in un quadro geopolitico ed economico in evoluzione, dove la sicurezza degli approvvigionamenti e la diversificazione delle fonti diventano priorità assolute. L’investimento a Priolo, in questo senso, rafforza una partnership internazionale di lungo corso mentre, al contempo, risponde alla necessità di indipendenza strategica nel settore energetico. La produzione di biocarburanti avanzati, del resto, risponde a precise direttive europee e alla crescente domanda di soluzioni a minore impatto carbonico, posizionando l’Italia in un mercato in forte crescita. La bioraffineria si candida così a diventare un hub di riferimento nel Mediterraneo, dimostrando come siti industriali maturi possano trovare una nuova vitalità attraverso l’innovazione tecnologica e accordi industriali solidi.




