Sinner spazza via Popyrin e ora agli ottavi c’è Pellegrino
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Redazione Interno
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Jannik Sinner, lo si era capito già dal primo scambio, non aveva la minima intenzione di concedere spazio alla speranza, per quanto flebile, che un giocatore del calibro di Alexei Popyrin potesse impensierirlo. Sul centrale degli Internazionali BNL d’Italia, il numero uno del mondo ha liquidato la pratica in poco più di un’ora, con un doppio 6-2 e 6-0 che non ammette repliche. L’australiano, dopo aver subito il primo break nel secondo gioco, ha letteralmente smarrito la bussola, incassando un parziale di otto game consecutivi che hanno trasformato il match in una lezione tattica piuttosto che in un confronto alla pari. A nulla è servito il tentativo di Popyrin di variare con il serve & volley, un’arma sulla quale faceva molto affidamento: Sinner, con una pazienza quasi chirurgica, ha letto ogni traiettoria, infilando passanti di rovescio lungolinea che lasciavano l’avversario inchiodato in mezzo al campo.
Un primo set senza storia e il crollo dell’australiano
La partita, se di partita si può parlare, ha preso una piega definitiva già nel corso del terzo game, quando l’altoatesino ha piazzato il primo break. Popyrin, dal canto suo, ha provato a reagire spingendo sulla prima palla, ma l’efficacia della risposta di Sinner – bassa, profonda e sempre tesa a togliere tempo – gli ha letteralmente sbriciolato il morale. Il 30-40 che ha portato al doppio break, con la palla che si è spiaggiata sul nastro dopo un rovescio mal calibrato dell’australiano, rappresenta l’emblema di un incontro unidirezionale. L’azzurro, senza bisogno di alzare i giri del motore, ha gestito il vantaggio con una maturità disarmante, alternando accelerazioni improvvise a lunghe sequenze di palle incrociate che hanno costretto Popyrin a correre da una parte all’altra del campo, infilandolo in una rete invisibile ma inesorabile.
Il punteggio finale e l’accesso agli ottavi di finale
Il 6-2 del primo parziale ha lasciato spazio a un secondo set che è stato, a tutti gli effetti, un’esibizione. Sinner ha concesso appena un pugno di punti alla battuta, annullando di fatto la pur discreta prima di servizio dell’australiano. Il 6-0 finale certifica una supremazia tecnica e fisica che, al momento, sembra senza eguali nel circuito. Popyrin, reduce da buone prestazioni sui veloci, ha sbattuto contro un muro di consistenza, uscendo dal campo senza aver mai avuto la sensazione, nemmeno per un istante, di poter incidere. Per Sinner si tratta dell’ennesima dimostrazione di come, sulla terra rossa di Roma, la sua capacità di variare l’effetto e la traiettoria lo renda un avversario infernale, specialmente per quei giocatori che, come l’australiano, basano il proprio gioco sulla potenza prima che sulla costruzione del punto.
Derby azzurro ai quarti: Pellegrino nella storia
L’avversario del prossimo turno avrà un nome e un cognome tutti italiani: Andrea Pellegrino. Il tennista pugliese, che non smette di stupire in questo torneo, ha infatti eliminato lo statunitense Frances Tiafoe con un doppio 7-6, 6-1, in una partita molto più equilibrata di quanto il secondo set possa suggerire. Pellegrino ha mostrato una solidità mentale notevole, annullando alcune palle break cruciali nel tie-break iniziale prima di prendere il largo nel parziale successivo. Per lui si tratta del miglior risultato in carriera in un Masters 1000, e la prospettiva di affrontare Sinner in un derby tutto azzurro riempie il set di casa di un’attesa palpabile, soprattutto a distanza di cinquant’anni dall’ultimo trionfo italiano in questo torneo ad opera di Adriano Panatta. Sarà un confronto, quello tra i due connazionali, che metterà di fronte non solo due stili di gioco diversi, ma anche due momenti di carriera opposti: uno, Sinner, già abituato a vincere e a essere cacciato; l’altro, Pellegrino, alle prese con la pressione positiva di chi non ha nulla da perdere.




