Milano e il Giro d'Italia, un rinvio che costa 400mila euro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Verso il Giro d’Italia 2026, senza però avere i soldi necessari per ospitarlo. È il paradosso di Milano, città che ha fatto la storia e la leggenda della “Corsa Rosa”, la quale, nondimeno, dal 2021 non vede i ciclisti del primo grande giro della stagione transitare in alcun modo sulle sue strade. Secondo quanto riportato da Il Giorno, il sindaco del capoluogo meneghino Giuseppe Sala e il presidente di RCS Urbano Cairo avrebbero avviato dei costanti dialoghi, i quali, seppur proficui nelle intenzioni, devono fare i conti con una questione pratica che preoccupa non poco: la parte economica dell’accordo.

L'ultima volta in piazza Duomo

L’ultima volta che il Giro d’Italia ha fatto tappa a Milano risale alla primavera del 2021, un periodo in cui l’emergenza Covid, sebbene in fase calante, non era ancora conclusa e Giuseppe Sala era al suo primo mandato a Palazzo Marino. Quella fu la 79ª edizione della corsa rosa e la ventunesima che si concludeva nel capoluogo lombardo, dove peraltro il Giro è nato. A trionfare in Piazza Duomo, al termine della cronometro da Senago, fu il colombiano Egan Bernal, oggi – è doveroso ricordarlo – rallentato da un grave infortunio e lontano dai vertici del ciclismo mondiale che allora dominava.

L'ostacolo finanziario da superare

Milano, dunque, punta concretamente a riportare il Giro d'Italia sulle proprie strade nell'edizione del 2026, un obiettivo per il quale il comune si sta già adoperando. La cifra necessaria per ospitare una tappa, che si tratti di una frazione di mezzo o di un arrivo, ammonta a 400mila euro, una somma che rappresenta lo scoglio principale da superare per sanare un'assenza che, superati i quattro anni, inizia a pesare. Se ne parlava già nelle scorse settimane, quando sia Sala che Cairo avevano prospettato la possibilità di un ritorno, ma i fondi, al momento, non sono ancora stati reperiti.

Il percorso che prende forma altrove

Mentre Milano arranca sulla via del finanziamento, il percorso del Giro d'Italia 2026 prende forma altrove, delineando tappe in Trentino, con un arrivo a Campiglio e una partenza da Pinzolo, una frazione tutta bellunese e un'altra in Friuli, quest'ultima voluta per commemorare il terremoto del 1976. La val Rendena, che indosserà il "vestito rosa" per due giorni, vedrà Madonna di Campiglio, la "perla" delle Dolomiti di Brenta, vivere la sua quarta tappa negli ultimi diciassette anni. Una "prima" che fu, quella del 5 giugno 1999, divenuta tristemente "storica" per il trionfo di Marco Pantani, il quale, il giorno successivo, venne estromesso dalla corsa per un valore di ematocrito troppo alto, un episodio che di fatto segnò la fine della carriera del "Pirata".

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