Concertozzo a Biella, 11mila persone per Elio e le Storie Tese tra musica e inclusione

Concertozzo a Biella, 11mila persone per Elio e le Storie Tese tra musica e inclusione
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Oltre 11mila biglietti venduti, due giornate di eventi e un messaggio di inclusione che ha attraversato la città. Il Concertozzo, l’evento annuale ideato dal Trio Medusa insieme a Elio e le Storie Tese, ha fatto tappa per la prima volta in Piemonte trasformando Biella nel cuore pulsante di una manifestazione che unisce musica, impegno sociale e lavoro per persone con disabilità e autismo.

Dopo le edizioni di Bergamo, Carpi, Monza e Bassano del Grappa, la quinta edizione ha scelto il capoluogo piemontese, che ha risposto con un'affluenza record, superando le previsioni della vigilia e confermando la crescente attenzione verso un progetto che va ben oltre il concerto.

Una due giorni tra talk, confronto e spettacolo

Il programma del Concertozzo 2026 si è articolato in due momenti distinti ma complementari. Venerdì 26 giugno, Piazza Duomo ha ospitato una giornata interamente dedicata al dialogo e all'informazione, con talk, dibattiti e stand informativi allestiti da numerose realtà del Terzo settore provenienti da tutta Italia. Tra queste, PizzAut, Fondazione Istituto Rizzoli, Fondazione Apri le Braccia, Sangabar, Cesvi e molte altre associazioni locali come ANFFAS Biellese e ANGSA Biella APS, che hanno animato la piazza con iniziative e momenti di confronto.

Sabato 27 giugno, invece, i riflettori si sono accesi su Piazza Falcone, dove il pomeriggio è stato inaugurato dal Concertozzino, una vetrina dedicata ad artisti emergenti e progetti sperimentali, con esibizioni di KuTso, Pepp1, Planet Butter e TonyPitony, tra gli altri. In serata, il grande show di Elio e le Storie Tese ha infiammato il palco principale, affiancato da ospiti d'eccezione come l'ex frontman degli Spandau Ballet Tony Hadley, il comico Valerio Lundini, Carlo Amleto e lo stesso TonyPitony.

Il messaggio di Dante, il figlio di Elio

Uno dei momenti più intensi della serata è stato quando Dante Belisari, figlio sedicenne di Elio, ha preso il microfono. «Sono autistico e ne sono fiero», ha detto al pubblico, prima di aggiungere una riflessione che ha racchiuso il senso profondo dell'intera manifestazione: «Dovete lasciarci il modo di dimostrare i nostri talenti».

Un passaggio che ha emozionato la piazza, riecheggiando le parole che lo stesso Dante aveva già pronunciato in passato, ma che quest'anno assumevano un peso particolare: per la prima volta, infatti, il ragazzo è salito sul palco non solo come presenza simbolica, ma come corista attivo, su sua esplicita richiesta. Il padre, visibilmente orgoglioso, lo ha raccontato al pubblico, ricordando il percorso compiuto dal figlio, che in passato faticava persino a parlare di fronte a una folla.

Il lavoro come strumento di inclusione

Il filo conduttore del Concertozzo è da sempre il lavoro come strumento di autonomia e dignità per le persone con disabilità. L'evento è il primo al mondo in cui l'organizzazione, la gestione e la somministrazione del cibo e delle bevande sono affidate interamente ad associazioni che si occupano di autismo e disabilità fisica. L'esempio più noto è PizzAut, la pizzeria fondata da Nico Acampora che impiega ragazzi autistici con contratti a tempo indeterminato e che rappresenta il cuore pulsante del progetto.

«Più ragazzi vengono assunti e più il cambiamento diventa evidente», ha spiegato Elio in un'intervista alla vigilia dell'evento. «Oggi PizzAut è diventata anche un esempio per altre associazioni che stanno seguendo la stessa strada. Il Concertozzo ha soprattutto una funzione di comunicazione: si parla di autismo, si parla di lavoro, si racconta cosa si può fare». Tra i nuovi progetti sostenuti quest'anno figurano CasAUTentica, un'iniziativa per la ristrutturazione di unità abitative autonome per giovani, e il Fondo Do.P.O.

Della Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli, che fornisce protesi ortopediche a chi non può permettersele.

La musica come ponte verso la società

In questo contesto, la musica si conferma il mezzo più efficace per abbattere le barriere e raggiungere un pubblico ampio, trasformando un concerto in un'occasione di sensibilizzazione concreta. «Chi viene per ascoltare un concerto si trova anche a conoscere storie ed esperienze che forse non incontrerebbe altrove», ha sottolineato Elio. La scelta di Biella come location non è stata casuale: il legame con il Piemonte, ha raccontato il frontman, risale ai primi successi in trasferta, ben prima della celebre "Terra dei cachi".

Non sono mancate, però, alcune polemiche legate allo spostamento del mercato cittadino per l'utilizzo di Piazza Falcone, con gli ambulanti che avevano espresso il loro disappunto per i disagi arrecati. L'organizzazione e il comune hanno comunque ribadito il valore strategico e sociale dell'evento, che ha portato a Biella migliaia di visitatori da diverse regioni.

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