Btp e Bund, lo spread abbatte il muro dei 60 punti
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Redazione Economia
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Il clima sui mercati del debito europeo si mantiene sereno, con i rendimenti che proseguono il loro lento movimento laterale. Il costo di finanziamento per la Germania, rappresentato dal Bund decennale, scende lievemente al 2,81%, mentre il Btp italiano a dieci anni resta ancorato al 3,44%, in un contesto che vede anche il Titolo di Stato francese pressoché stabile al 3,48%. Una dinamica sostenuta, secondo gli analisti, dalla riduzione del volume delle nuove emissioni di titoli pubblici nell’area euro, un elemento che dovrebbe favorire il permanere del momentum costruttivo per i titoli tedeschi nel breve periodo.
Una discesa che ha radici lontane
Il risultato più significativo della giornata, tuttavia, non è tanto il movimento assoluto dei rendimenti, quanto la distanza relativa che li separa. La forbice tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, infatti, ha compiuto un ulteriore passo avanti, scendendo fino a toccare quota 59 punti base. Un livello che assume un peso storico, poiché segna il dimezzamento del differenziale rispetto ai valori registrati appena un anno fa, con una riduzione complessiva di 58 punti. Si tratta, peraltro, di un traguardo che non arriva per caso, essendo il punto di arrivo di un percorso di avvicinamento durato diversi mesi e caratterizzato da una costante pressione al ribasso.
Le ragioni di un crollo improvviso
L’accelerazione del processo si è resa evidente in apertura di seduta, quando lo spread ha registrato un improvviso crollo dopo una chiusura precedente turbolenta e caratterizzata da un balzo oltre i 64 punti. A spingere verso il basso il differenziale è stato principalmente il calo dei rendimenti offerti dai titoli italiani, mentre quelli tedeschi mantenevano una sostanziale stabilità. Alla base di questa performance, gli operatori individuano almeno due fattori concomitanti. Da un lato, la situazione geopolitica internazionale, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha allontanato lo spettro di un attacco imminente contro l’Iran, alleviando una fonte di incertezza per i mercati. Dall’altro, il successo dell’ultima asta del Tesoro italiano, svoltasi nella tarda serata del giorno precedente, che per i Btp a tre anni ha visto una domanda molto robusta, superiore all’offerta, e l’accordo a rendimenti particolarmente contenuti.
La chiusura su livelli minimi storici
Al termine delle contrattazioni, la tendenza al consolidamento si è confermata. In una seduta conclusasi con un lieve calo generalizzato dei rendimenti nel Vecchio Continente, lo spread tra il Btp decennale di riferimento e il suo omologo tedesco ha chiuso a 63 punti base, segnando un punto in meno rispetto alla vigilia e attestandosi su livelli che non si vedevano dal 2009. Parallelamente, anche il rendimento del titolo di Stato italiano decennale ha registrato un lieve cedimento, posizionandosi al 3,44%, dopo essersi attestato al 3,46% nella sessione precedente. Un quadro che, nel suo insieme, delinea una fase di particolare fiducia degli investitori verso l’Italia, destinata a influenzare le prossime scadenze del debito pubblico.




