Scioperi e incertezze: la crisi politica in Francia
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Redazione Economia
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In Francia, l'aria di tempesta politica, economica e sociale si fa sempre più pesante. La CGT ha indetto una giornata di manifestazioni e scioperi per il 12 dicembre, in risposta ai 250 piani di licenziamenti e chiusure di fabbriche che minacciano tra i 170.000 e i 200.000 posti di lavoro. Il governo Barnier, già in bilico, potrebbe non essere più in carica per quella data. La situazione è nelle mani dell'estrema destra: il Rassemblement National sta valutando se votare la "censura" del Nuovo Fronte Popolare quando il governo Barnier ricorrerà all'articolo 49.3, la fiducia rovesciata, per far passare senza voto la finanziaria 2025. Quest'ultima prevede 60 miliardi tra tagli e aumenti di tasse per fronteggiare un deficit che supera il 6%.
L'incertezza politica in Francia ha avuto ripercussioni anche sulle borse europee. Parigi ha registrato il maggior ribasso (-0,72%), seguita da Milano (-0,23%), Madrid (-0,24%) e Francoforte (-0,18%), mentre Londra ha segnato un lieve aumento (+0,2%). Lo spread tra BTP e Bund si è attestato sui 124 punti, con una variazione del -1,86%, un rendimento dei BTP a 10 anni del 3,40% e un rendimento dei Bund a 10 anni del 2,16%.
A Piazza Affari, il risiko bancario ha caratterizzato la giornata. In Francia, i titoli di Stato ora rendono quanto quelli della Grecia. Lo spread tra i titoli di Stato decennali francesi e i Bund tedeschi, in salita da otto giorni consecutivi, ha raggiunto i 90 punti, il livello più alto dalla crisi del debito sovrano del 2012. Anche la Borsa di Parigi è in subbuglio: il CAC 40, l'indice dei 40 titoli principali del listino d'Oltralpe, con un nuovo calo dello 0,73%, è scivolato al minimo da un anno.
La situazione in Francia è critica e le ripercussioni si fanno sentire su più fronti, con un governo in bilico, un'economia in difficoltà e un clima sociale sempre più teso.




