Stellantis, crisi e incertezze dopo le dimissioni di Tavares
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Redazione Interno
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Le dimissioni di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, hanno scosso profondamente il settore automobilistico, già in difficoltà a causa della crisi dell'indotto. La decisione di Tavares, che ha lasciato un'eredità controversa, ha provocato un crollo del 10% delle azioni in borsa, evidenziando l'incertezza che regna sui piani industriali futuri.
A Pomigliano d'Arco, la situazione è particolarmente critica: la mancata conferma della commessa a Trasnova, che scadrà il 31 dicembre, comporterà la perdita di lavoro per 90 operai. Questa mattina, i lavoratori e le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici hanno organizzato un presidio per protestare contro la decisione, sottolineando come le politiche industriali del governo non siano riuscite a prevenire tali crisi.
Il professor Raffaele Trequattrini, intervenuto ad Unindustria, ha illustrato una strategia in cinque punti per affrontare la crisi dell'indotto Stellantis, ribadendo che non è tempo di lamentarsi ma di agire. Trequattrini ha criticato duramente l'assenza di politiche industriali efficaci e la volontà del governo di non agganciare la transizione energetica, sottolineando che il futuro delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie è a rischio.
Negli Stati Uniti, il leader del sindacato UAW, Shawn Fain, ha espresso preoccupazione per la gestione di Tavares, accusandolo di aver lasciato un disastro caratterizzato da dolorosi licenziamenti e veicoli troppo costosi fermi nei parcheggi delle concessionarie.




