Crisi Stellantis: premi ridotti per i lavoratori, milioni per Tavares
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il 26 febbraio 2025, Stellantis ha comunicato ai dipendenti che i parametri necessari per l’erogazione del Premio di Risultato (PDR) 2024 non sono stati raggiunti. Nonostante ciò, l’azienda ha deciso di distribuire somme ridotte: 630 euro per la terza area professionale, 676 per la seconda e 830 per la prima. Tuttavia, queste cifre, già inferiori rispetto agli anni precedenti, potrebbero subire ulteriori riduzioni a causa delle assenze legate alla cassa integrazione, che ne impongono un riparametramento. Inoltre, è probabile che tali importi non beneficino della detassazione prevista per i premi di produzione, aggravando ulteriormente la situazione economica dei lavoratori.
Parallelamente, i dati finanziari del gruppo rivelano un quadro contrastante. Nel 2024, Stellantis ha registrato un calo degli utili del 70%, un dato che riflette le difficoltà del settore automobilistico e le scelte strategiche adottate negli ultimi anni. Nonostante questo, l’ex amministratore delegato Carlos Tavares, dimessosi il 1° dicembre 2023, ha incassato per il 2024 una cifra pari a 35 milioni di euro, circa 350 volte lo stipendio medio lordo di un dipendente dell’azienda. Dal gennaio 2021, data di nascita di Stellantis, alla fine del 2023, Tavares ha accumulato oltre 100 milioni di euro tra stipendi, benefit e azioni. Un compenso che, nonostante il calo del 37% rispetto all’anno precedente, rimane stratosferico rispetto alle condizioni dei lavoratori.
La situazione non è passata inosservata tra i dipendenti, in particolare nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, dove le Rsa della Fiom hanno proclamato due ore di sciopero a fine turno per protestare contro il premio di produzione, considerato insufficiente. Le proteste, iniziate già dal secondo turno di mercoledì, hanno visto i lavoratori esprimere il proprio malcontento per un premio che si attesta intorno ai 600 euro lordi, una cifra lontana dalle aspettative e dalle necessità di chi, negli ultimi anni, ha subito tagli e razionalizzazioni.
Le scelte strategiche di Tavares, che hanno puntato su una transizione rapida verso il full electric e su una drastica riduzione dei costi, non hanno portato i risultati attesi. La corsa verso la massimizzazione degli utili, spesso accompagnata da tagli spietati, si è scontrata con un mercato inaspettatamente volatile. Se da un lato l’azienda naviga in acque turbolente, dall’altro i vertici continuano a beneficiare di compensi milionari, alimentando un divario sempre più ampio tra chi guida il gruppo e chi ne rappresenta la forza lavoro.




